GRANDI OPERE

Dal Pnrr nuove risorse per la mobilità in bicicletta

Pista ciclabile a Verona
Pista ciclabile a Verona
Pista ciclabile a Verona
Pista ciclabile a Verona

Arrivano nuove risorse per la ciclabilità sia cittadina che regionale. La Conferenza Unificata Stato – Regioni ha approvato il Piano Generale della Mobilità Ciclistica (PGMC) finalizzato a realizzare il “Sistema Nazionale della Mobilità Ciclistica” nel quale si confermano gli stanziamenti già noti ma soprattutto, nella tabella di pagina 16 si dà conto di nuove risorse aggiuntive grazie al Pnrr ripartite tra le ciclovie turistiche nazionali (Eurovelo, per esempio) e ciclabili urbane e metropolitane. Dal Pnrr arriveranno quindi 400 milioni e in totale per ciclovie turistiche ci saranno 716 milioni disponibili (di cui 70 da assegnare) e per le ciclabili urbane e metropolitane saranno 438 (di cui 141 da assegnare). Tutto questo per creare una rete di percorribilità ciclistica, che consenta di spostarsi in bicicletta in modo sicuro e efficiente.

 

Per Verona sono previsti 2.297.816,00 per il rafforzamento della mobilità ciclistica e 915.336,84 euro per progettazione e realizzazione di ciclostazioni e di interventi concernenti la sicurezza della circolazione ciclistica cittadina. Non ci sono finanziamenti previsti per i collegamenti tra l’università e le stazioni ferroviarie. Il documento approvato dalla Conferenza Stato Regioni e predisposto dal Ministero sulle infrastrutture e mobilità sostenibile dà inoltre le istruzioni agli enti locali per la redazione del Biciplan, piano generale della mobilità ciclistica che il Comune di Verona, con la precedente amministrazione, ha già predisposto prevedendo 24 itinerari ciclabili, parte dei quali di prossima realizzazione. In particolare la precedente amministrazione, che aveva sistemato la zona tra San Zeno e viale Colombo, aveva messo in programma una spesa di 2 milioni 300mila euro per il collegamento di 5 chilometri tra Parona e ponte Garibaldi, a Borgo Trento. «Ma il Biciplan che abbiamo ereditato», spiega l’assessore Tommaso Ferrari, «deve essere integrato e migliorato, faremo quanto possibile senza modifiche troppo invasive altrimenti si rischia di dover ripartire da zero. Vogliamo tutelare invece la continuità amministrativa».

 

Un aspetto urgente però c’è: «Il Biciplan non è mai passato dal Consiglio comunale e invece è previsto che venga approvato dall’aula per cui lo porteremo al più presto al voto, integrando i collegamenti tra quartieri, le zone 30 e le corsie preferenziali perché serve un cambio di passo». Il Piano generale nazionale illustra poi gli interventi in ambito urbano, metropolitano ed extraurbano (provinciale o intercomunale, regionale, nazionale ed europeo) per un aumento della sicurezza dei ciclisti, miglioramento della segnaletica, insieme alla creazione di percorsi ciclabili nei centri urbani e a livello extraurbano anche per promuovere lo sviluppo turistico dei territori.

 

Per le ciclovie urbane, in particolare, il Pnrr stanzia 200 milioni di euro per la realizzazione, entro giugno 2026, di 565 chilometri di percorso in ambito urbano e per rafforzare i collegamenti tra le stazioni ferroviarie e le università. Le infrastrutture. Il Piano generale della Mobilità ciclistica però dà anche precise indicazioni agli enti locali non solo per la predisposizione del Biciplan ma anche per le infrastrutture necessarie nelle città al servizio della ciclabilità. Vengono proposti degli obiettivi che prevedono di raggiungere «un aumento del 20% della quota modale di spostamenti in bicicletta»; l’incremento della densità delle infrastrutture ciclabili «fino al valore medio nazionale di 32 km/100kmq (23,4 km/100kmq nel 2019)»; e poi lo sviluppo di infrastrutture ciclabili «negli ambiti urbani in cui risultano localizzate scuole e sedi universitarie e dove si registrano i maggiori flussi ciclabili potenziali ed effettivi».

 

L’invito Pertanto si invitano i Comuni, le Province e gli enti pubblici a «ricavare almeno 30 posti biciclette coperti e sicuri e 30 posti edificio sede di attività pubbliche (scuole, sedi universitarie, ospedali, ambulatori, uffici amministrativi, tribunali, sedi comunali, parchi pubblici, strutture sportive, aree produttive, commerciali e logistiche, ecc.), adeguando almeno il 25% del totale degli edifici ogni anno e prevedendo una più precisa quantificazione del fabbisogno di sosta dotare le principali stazioni ferroviarie e autostazioni bus di tutte le città Capoluogo di Provincia di parcheggi dedicati e/o velostazioni, dimensionata in relazione ai passeggeri in transito». Non solo: nel documento nazionale è richiesto di «dotare di rastrelliere almeno il 50% delle principali fermate del trasporto pubblico locale su gomma in ambito urbano ed extraurbano, dotare di un ricovero coperto e custodito per biciclette il 50% delle stazioni di ferrovie, metro pesante e metro leggera presenti nei contesti urbani e metropolitani in cui vi sia la presenza di tali servizi di trasporto pubblico nel territorio di ciascuna Regione e Provincia autonoma».

 

Anche i mezzi di trasporto dovranno fare spazio alle bici, siano essi autobus o treni: «dotare di dispositivi/spazi per il trasporto a bordo delle biciclette il 25% del parco mezzi del trasporto pubblico locale urbano e metropolitano in esercizio e almeno il 50% del parco mezzi del trasporto pubblico metropolitano, regionale e interregionale», si legge nel Piano generale. Aspetti questi che richiederanno, come anticipa Ferrari, un confronto con la Provincia per dotare le sedi scolastiche di adeguate infrastrutture dedicate alle bici e la nascita di una consulta della mobilità sostenibile che raggruppi le associazioni e i mobility manager. Ma soprattutto, conclude l’assessore, «dobbiamo riuscire a prendere anche i fondi europei per la mobilità ciclistica, un obiettivo che Verona ha sempre avuto difficoltà a centrare».

Maurizio Battista