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03.07.2020 Tags: San Giovanni Lupatoto

Cinque punti qualificanti il progetto

Sono cinque, stando a quanto riportato nel decreto regionale, le motivazioni che hanno indotto la Regione Veneto a procedere con il «revamping» di Ca’del Bue senza richiedere la valutazione di impatto ambientale. La prima è che l’Agsm non richiede «alcun aumento delle potenzialità di trattamento, nessuna variazione delle operazioni effettuate nell’installazione e nessuna modifica dei codici dei suoi rifiuti in ingresso nell’impianto». «Le modifiche proposte si sostanziano, in pratica, in modifiche del layout impiantistico, ammodernamento e razionalizzazione delle apparecchiature previste nelle varie sezioni dell’installazione», dice il decreto regionale. «In relazione alla sezione di trattamento anaerobico, sulla base della documentazione tecnica proposta, la modifica del sistema di digestione anaerobica con reattore orizzontale a secco, consente un risparmio nei consumi energetici, l’aumento di biogas prodotto e minori scarti di processo», prosegue Venezia nel descrivere il progetto. Ecco quindi i quattro numeri che hanno convinto Venezia su Ca’ del Bue: i consumi di energia elettrica dovrebbero scendere del 27 per cento, la produzione di scarti e dello smaltimento calerebbe dell’8 per cento mentre le acque reflue scenderebbero di ben il 92 per cento sul totale attuale. È atteso, invece, un aumento del biogas prodotto, nell’ordine di misura del 30 per cento.

R.G.
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