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05.07.2020 Tags: San Giovanni Lupatoto

«Ca’ del Bue, faremo noi lo studio»

L’impianto di Ca’ del Bue visto da San Giovanni Lupatoto
L’impianto di Ca’ del Bue visto da San Giovanni Lupatoto

Provvederà direttamente il Comune di San Giovanni Lupatoto alla stesura dell’analisi che avrebbe dovuto comporre la valutazione di impatto ambientale per il revamping di Ca’ del Bue, atto che la Regione non ha ritenuto di richiedere all’Agsm. Lo annuncia il sindaco Attilio Gastaldello. «Avevamo incontrato più volte Agsm e chiesto approfondimenti tecnici per valutare possibili criticità connesse all’impianto: in sostanza, chiedevamo la massima garanzia rispetto a possibili emissioni di odori, la mitigazione dell’impatto sulla qualità dell’aria indotto da un aumento importante del traffico connesso e il rispetto delle normative che regolano tali attività», dichiara il sindaco lupatotino. «Gli uffici della Regione hanno invece ritenuto che non sussista la necessità di una ulteriore valutazione tecnica rispetto agli studi già presentati da parte di Agsm», aggiunge Gastaldello, «come amministrazione comunale lupatotina abbiamo quindi deciso di assicurare comunque alla nostra comunità una specialistica assistenza sulla sostenibilità del progetto». Per questo motivo, già precedentemente al decreto regionale del 30 giugno, che nega la necessità di una preventiva Valutazione di impatto ambientale, l’amministrazione ha iniziato il procedimento per l’acquisizione di uno studio specialistico che permetterà di assumere le decisioni più corrette affinché il progetto di recupero dei rifiuti di Agsm sia rispondente ai criteri di massima salvaguardia della salute dei lupatotini. A rinforzare le posizioni espresse dal primo cittadino, c’è anche il professor Roberto Facci, che proprio su incarico di Gastaldello si occupa di temi ambientali locali per conto del Comune. Facci è anche presidente del Comitato intercomunale di gestione del Parco naturalistico di Pontoncello. «Una progettualità che recuperi i rifiuti della frazione umida nella fase finale attraverso la fermentazione e la produzione di energia sotto forma di biocarburante per i mezzi dedicati alla raccolta differenziata è in sé cosa lodevole e condivisa da tutto il mondo, in primis dagli ambientalisti», premette il professor Facci. «Nel nostro caso però», aggiunge Roberto Facci, «il trattamento viene proposto a poche decine di metri dai due polmoni verdi lupatotini del Parco all’Adige e del Parco di Pontoncello, per non parlare delle poche centinaia di metri di distanza dalla piazza centrale di San Giovanni Lupatoto. È quindi doveroso avere il massimo approfondimento delle possibili conseguenze di tale lavorazione, destinata a trattare considerevoli quantità di rifiuto umido. Da ciò la nostra decisione di affidare l’analisi degli aspetti procedurali e ambientali del progetto». Lo studio al quale accenna il sindaco prevede l’analisi degli aspetti ambientali e procedurali dell’ammodernamento che Agsm, società proprietaria, ha chiesto per l’ex inceneritore delle Basse di San Michele. Il decreto regionale che ha rigettato la Via non ha totalmente ignorato le esigenze di tenere conto dei vari impatti. Gli obblighi posti ad Agsm come condizione per l’attivazione dell’impianto sono sostanzialmente tre: il primo è il riesame dell’autorizzazione integrata ambientale entro il 17 agosto 2022; il secondo evidenzia come nel piano di monitoraggio e controllo debbano essere ricomprese le verifiche periodiche della matrice rumore a partire dalla messa a regime dell’impianto. Per questo entro sei mesi dall’entrata in esercizio provvisorio dell’istallazione, dovrà essere svolta una verifica di impatto acustico. La terza prescrizione, da effettuare entro un anno dall’entrata in esercizio provvisorio dell’istallazione, prevede uno studio degli odori. Qualora dallo studio dovessero emergere criticità, Agsm dovrà individuare e proporre le soluzioni per il superamento delle stesse. •

Renzo Gastaldo
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