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29.03.2019

Niente vaccini,
quattro bambini
sospesi da scuola

La scuola dell’infanzia Bacilieri a San Vito al Mantico FOTO AMATO
La scuola dell’infanzia Bacilieri a San Vito al Mantico FOTO AMATO

«Hanno sospeso i nostri figli dall’asilo a due mesi dalla fine delle lezioni e alla vigilia della festa del papà: i loro lavoretti sono ancora là dentro, in aula. Come facciamo a spiegargli che a scuola non ci possono andare, che non li fanno entrare perché non hanno fatto i vaccini?».

A chiederselo è la mamma di una bimba di cinque anni, che da tre frequenta la scuola dell’infanzia paritaria Bacilieri. E che dallo scorso 18 marzo è a casa, «perché non in regola con i vaccini», spiega la donna, aggiungendo che insieme alla sua bimba sono stati sospesi altri tre alunni: tra loro, c’è chi non ha fatto nemmeno un vaccino dei 10 obbligatori, chi invece li ha fatti tutti tranne due. «E ciascuno per motivi diversi», spiega la mamma, che racconta: «Mia figlia non aveva fatto alcun vaccino fino a quando, nel 2017, l’allora ministra Lorenzin ha imposto l’obbligo. Io e il mio compagno, pur non essendo d’accordo, abbiamo deciso di iniziare con quelli classici, come l’antitetanica. Ma all’Ulss le richieste erano moltissime, proprio perché molti bambini non erano in regola. Ho avuto poi dei motivi familiari gravi che mi hanno impedito di sottoporre la bimba a tutti i vaccini tanto che a settembre, quando mia figlia ha iniziato l’ultimo anno, ho consegnato un documento nel quale affermavo di essere in contatto con l’Ulss: a inizio marzo ho fissato l’appuntamento per il primo vaccino, che le verrà fatto il 4 luglio. Ma questa prenotazione non è bastata alla scuola, che nei giorni scorsi ci ha consegnato una lettera». C’era scritto che, non essendo in regola con l’obbligo di legge, sarebbero stati tutti sospesi a partire dal 18 marzo. «Dal giorno prima della festa del papà: e pensare che erano giorni che preparavano i lavoretti da portare a casa», sottolinea.

Oltre alla lettera consegnata a mano ai genitori, la scuola ha attaccato sui cancelli e nei corridoi un cartello scritto a mano: «Si pregano i genitori dei bambini a cui è stata comunicata la sospensione di rispettare tale decisione. L’eventuale documentazione integrativa consegnata verrà vagliata da parte della dirigenza provinciale Fism (Federazione italiana scuole materne, cui la Bacilieri è associata, ndr). Fino a tale decisione si chiede il rispetto di quanto comunicato». «Ci è sembrata una caccia alle streghe», aggiunge la mamma, «abbiamo cercato il dialogo senza risultato.

Così lunedì ci siamo rivolti a un avvocato che ha mandato alla scuola una diffida senza ricevere, ad oggi, alcuna risposta». «Non sappiamo cosa raccontare ai nostri bambini», dice la donna, «senza considerare il disagio per quei genitori che lavorano». La situazione è delicata, anche per i responsabili della scuola che è guidata da una Fondazione.

Lunedì sera è stata programmata una riunione con il cda, le due parrocchie di Santa Maria Maggiore e Cristo Risorto che con il Comune, sono proprietarie della struttura, il sindaco Roberto Brizzi e i responsabili dell’Ulss 9. L’obiettivo è trovare una soluzione. «Soprattutto vogliamo agevolare i bambini, perché non vogliamo lasciare a casa nessuno», spiega Alberto Ceradini, presidente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Bacilieri che da giorni è al lavoro nel tentativo di risolvere la faccenda. «Sono in contatto con l’Ulss e anche con il presidente della Fism Ugo Brentegani: ci siamo ovviamente rivolti alla federazione prima di prendere questa decisione che non è dipesa dalla nostra volontà ma è conseguenza di un obbligo di legge».

Un concetto sottolineato anche da Brentegani, che guida l’associazione della quale fanno parte 177 scuole dell’infanzia veronesi per un totale di 14.897 bambini: «La nostra posizione è quella prevista dalla legge: possiamo accogliere i bambini purché abbiano un documento che attesta che sono in regola con le vaccinazioni o, in alternativa, un’autocertificazione che indichi le date dei vaccini fissate dall’Ulss dopo il 10 marzo, per cause però non riconducibili alla famiglia». E questo spiega perché la scuola ha dovuto sospendere anche la bimba che il prossimo luglio farà il primo vaccino: ritardo provocato da motivi familiari.

«La legge è uguale per tutti», sottolinea Brentegani, «e noi stiamo la applichiamo: quei quattro bambini non pagano una decisione nostra ma una negligenza dei genitori che non hanno rispettato la legge. A noi dispiace per quanto successo e accoglieremo i bimbi a scuola non appena saranno in regola con i vaccini, così come stiamo facendo anche in altri istituti». «Di alunni sospesi dalle materne ce ne sono molti nella provincia», aggiunge, «e i genitori stanno provvedendo a vaccinarli in modo da farli tornare in classe». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesca Lorandi
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