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03.08.2019

Lotta tra Comune e writer che copre le svastiche

Croci celtiche sparite dal muro: le ha cancellate un formaggio gigante
Croci celtiche sparite dal muro: le ha cancellate un formaggio gigante

La «denuncia sociale» potrebbe costargli una denuncia penale: per imbrattamento. E, anche se dovesse concludersi con un’archiviazione, la vicenda fa discutere, proprio come tutte le iniziative che lo vedono protagonista. Lui è Pier Paolo Spinazzè, meglio noto come «Cibo», street artist di San Giovanni Lupatoto, 37 anni e numerosissimi murales a sfondo culinario in giro per il mondo. Ecco il motivo del suo soprannome. Non sono i suoi pancackes o i suoi formaggini tridimensionali a far discutere, ma quello che celano. Perché, se da anni il murales è la sua professione, solo dal 2008 è diventato la sua denuncia sociale, un modo per nascondere scritte e simboli di estremismo politico. L’iniziativa, ha spiegato Spinazzè, è nata 11 anni fa, quando è venuto a mancare l’amico Nicola Tommasoli. «Disegnare dolcetti o altre prelibatezze sono il mio modo per nascondere e combattere tutte le scritte che inneggiano all’odio raziale», ha spiegato «Cibo». «Sotto ogni disegno non seppellisco solo svastiche e croci celtiche, ma anche falci e martelli, simboli anarchici e insulti a politici e istituzioni», ha aggiunto il writer. Se inizialmente le sue pitture erano circoscritte al suo Comune di residenza e al centro storico di Verona, in breve Pier Paolo si è ritrovato a dipingere pareti e muri anche a Legnago, San Bonifacio, Bussolengo. Proprio durante quest’ultima tappa «Cibo» ha coperto con una serie di «formaggetti» le svastiche disegnate nel sottopassaggio di Montegaletto e quelle alla fermata Atv di via Pastrengo. «A Bussolengo la situazione è drammatica. Non faccio in tempo a ricoprire svastiche e croci celtiche che nel giro di due ore ricompaiono», ha fatto sapere il 37enne. Sabato scorso Spinazzè era alle prese con l’ennesima cancellatura su un pannello sito in via Roma, un pannello come quelli che delimitano la strada dai lavori di ristrutturazione di una proprietà privata. Lì, a due passi dal municipio, è stato fermato dai vigili di Bussolengo. «A nulla è valso spiegare l’importanza di seppellire qualsiasi simbolo anti costituzionale», ha commentato «Cibo». Che ha poi dichiarato: «Il comandante mi ha invitato ad allontanarmi avvertendomi che l’amministrazione, non approvando il mio operato, avrebbe provveduto a querelarmi». Sul caso è intervenuto il vice sindaco di Bussolengo con delega a ecologia e ambiente, Giovanni Amantia: «Siamo contro qualsiasi scritta volgare e simboli di estremismi politici, ma voglio ricordare che imbrattare muri è un reato e non mi pare che al signor Spinazzè sia stata concessa la realizzazione di opere sulle pareti pubbliche e private». La replica del writer non si è fatta attendere. «Perché ci sono persone che si permettono questa violenza a due passi dal municipio e in pieno giorno?», chiede. «Le telecamere dislocate nel paese aiuteranno a individuare questi vandali, e per quanto riguarda la rimozione di scritte e simboli, l’amministrazione affida il compito agli operai che si limitano a sbiancare le pareti, anziché ridisegnarci sopra», ha concluso Amantia. •

Valentina Gioia
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