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03.04.2019

La materna: «Entrano soltanto i vaccinati»

Il cancello d’ingresso della scuola materna paritaria Bacilieri a Bussolengo
Il cancello d’ingresso della scuola materna paritaria Bacilieri a Bussolengo

Su un punto il consiglio di amministrazione della scuola dell’infanzia paritaria Bacilieri di Bussolengo non si è mosso di un millimetro: all’asilo entrano solo i bambini vaccinati. Tradotto: i quattro alunni che dal 18 marzo scorso sono stati sospesi non potranno entrare in aula fino a quando la loro situazione, detto in termini tecnici, non verrà regolarizzata. Tuttavia per i genitori è prevista una sorta di agevolazione. «In accordo con l’Ulss», spiega Alberto Ceradini, presidente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Bacilieri, «avranno la possibilità di prendere un appuntamento urgente, cioè potranno fare i vaccini mancanti già a partire da domani». Se lo vorranno ovviamente, «se dimostreranno di avere buona volontà: a questo punto», puntualizza Ceradini. «Sono loro a dover muoversi e decidere se mettersi in regola». È quanto ha deciso lunedì sera il cda della scuola, riunitosi in una seduta fiume («Abbiamo finito a mezzanotte», confidano i partecipanti) alla quale ha preso parte anche Ugo Brentegani che è il presidente della Fism, la Federazione italiana scuole materne alla quale la Bacilieri è associata, e i proprietari dell’asilo, e cioè i due parroci di Santa Maria Maggiore e di Cristo Risorto e il Comune, rappresentato dal sindaco Roberto Brizzi. In sostanza, la scuola deve rispettare la legge «e quindi noi possiamo accogliere i bambini purché abbiano un documento che attesta che sono in regola con le vaccinazioni o, in alternativa, un’autocertificazione che indichi le date dei vaccini fissate dall’Asl dopo il 10 marzo, per cause però non riconducibili alla famiglia», aveva già spiegato nei giorni scorsi il presidente della Fism, aggiungendo che «quei quattro bambini non stanno pagando una decisione nostra ma una negligenza dei genitori che non hanno rispettato la legge. A noi chiaramente dispiace per quanto successo e ovviamente accoglieremo i bimbi a scuola non appena saranno in regola con i vaccini, così come stiamo facendo anche in altri istituti». Insomma, il confronto di lunedì sera non ha fatto cambiare idea ai vertici di scuola e federazione. «Tuttavia abbiamo voluto prendere in considerazione caso per caso», spiega Brizzi, «perché quei quattro bambini hanno situazioni diverse». C’è chi l’iter vaccinale non l’ha nemmeno iniziato, chi l’ha avviato prima che entrasse in vigore l’obbligo ma «spacchettando» i vaccini e programmando quindi un percorso più lungo. C’è chi si rifiuta e chi è quasi in regola, mancano solo due iniezioni fissate però troppo in là. «Per questo abbiamo scritto una lettera personalizzata a ogni famiglia, considerando la specifica situazione, il pregresso, gli appuntamenti presi e anche la buona volontà dimostrata», sottolinea Brizzi, aggiungendo che «sono anche io un genitore ma pure un sindaco e il mio compito è far rispettare la legge». Ma un conto è la legge, commentano i genitori, un altro è il modo in cui viene applicata. «Hanno sospeso i nostri figli dall’asilo a due mesi dalla fine delle lezioni, e alla vigilia della festa del papà: i loro lavoretti sono ancora là dentro, in aula. Come facciamo a spiegargli che a scuola non ci possono andare, che non li fanno entrare perché non hanno fatto i vaccini?», si chiedeva nei giorni scorsi la mamma di una bimba di cinque anni, che da tre frequenta la Bacilieri e che «per motivi familiari», non ha ancora iniziato l’iter vaccinale. A lei, e agli altri genitori, l’11 marzo la scuola aveva consegnato una lettera che comunicava la sospensione a partire da 18 marzo, attaccando anche sui cancelli e nei corridoi interni un cartello scritto a mano: «Si pregano i genitori dei bambini a cui è stata comunicata la sospensione di rispettare tale decisione». «Sembra una caccia alle streghe», il commento della mamma. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesca Lorandi
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