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21.11.2019

La casa di riposo scoppia Riparte l’idea del raddoppio

Il progetto di ampliamento: sulla destra in rosso le nuove stanze, al centro in rosso il centro diurno
Il progetto di ampliamento: sulla destra in rosso le nuove stanze, al centro in rosso il centro diurno

Una certezza: «A Bussolengo c’è bisogno di una struttura per anziani più grande e con maggiori servizi». I problemi da risolvere: «La proprietà dell’attuale immobile è del Comune, non dell’ente gestore. Ciò ostacola il reperimento di fondi per concretizzare il progetto, che c’è già». È stato un incontro partecipato, quello dell’altra sera al Centro anziani di via Veronese, alla presenza del sindaco Roberto Brizzi, del presidente e del direttore dell’ente di gestione Ipab (Istituto pubblico di assistenza e beneficenza), rispettivamente Gilberto Pozzani e Francesco Zantedeschi, e di Raffaele Grottola, direttore dei servizi socio-sanitari dell’Ulss 9. Era presente anche il consigliere regionale Andrea Bassi, che sta facendo da «mediatore» con Venezia per velocizzare l’avanzamento del progetto: un faccia a faccia tra i vertici dell’Ipab e i dirigenti della Regione è previsto già in settimana. Oggi il Centro anziani conta 60 posti letto per non autosufficienti. «Ma in lista d’attesa abbiamo 80 persone, senza contare i trasferimenti da altre strutture, e ogni giorno riceviamo decine di telefonate drammatiche, da parte di famiglie in grande difficoltà, perché non sanno dove collocare il parente affetto da Alzheimer, o appena dimesso dall’ospedale, o non più in grado di badare a se stesso», ha esordito il presidente Pozzani. «Queste famiglie alla fine devono, se trovano posto, appoggiarsi a case di riposo anche molto distanti dal luogo di residenza». «Alla luce di tutto ciò», ha proseguito Pozzani, «i posti letto di cui disponiamo sono minimali. Abbiamo quindi ipotizzato l’ampliamento della Casa per anziani, fino ad arrivare a 120 posti, anche per soggiorni sollievo, cioè per periodi di permanenza limitati». Il raddoppio della struttura - progetto del costo di circa cinque milioni di euro - verrebbe realizzato a un capo dell’attuale immobile; mentre a ridosso dell’ala opposta si prevede la costruzione del Centro diurno per anziani, per una spesa di oltre un milione di euro. «Questo è il progetto più urgente», ha aggiunto Pozzani (vedi i dettagli nell’articolo qui a fianco), «ma prima di affrontare la sfida, la proprietà del Centro anziani deve passare all’Ipab, per consentirci di accendere un mutuo, di partecipare a bandi per l’assegnazione di finanziamenti, di utilizzare al meglio le risorse in cassa. Abbiamo già chiesto un fondo di rotazione». Sulla questione del passaggio di proprietà, gratuito, il sindaco Brizzi ha ribadito la propria disponibilità: «Oggi Comune e Ipab si trovano, nei confronti del Centro anziani, nella stessa situazione del proprietario di una casa e di un inquilino. Al primo toccano le riparazioni straordinarie e gli interventi più onerosi; al secondo solo l’ordinaria manutenzione. Con le casse sempre più in sofferenza, al Comune stesso non conviene più mantenere la proprietà della struttura. Ma nell’accordo c’è una postilla di autotutela, secondo cui l’immobile stesso tornerebbe nella disponibilità del Comune qualora l’attività di assistenza anziani dovesse chiudere, fallire, o cambiare settore di riferimento». Grottola, infine, ha espresso il punto di vista favorevole dell’Ulss 9 Scaligera: «Sarebbe molto utile, per l’azienda sanitaria, poter fare riferimento a un Centro multifunzioni per l’erogazione di quei servizi domiciliari che ora rischiano di essere troppo dispersivi. Molta più efficacia si otterrebbe integrando il tutto in una rete». •

Lorenza Costantino
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