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15.09.2019

L’anaconda e il drago Komodo Animali nani e giganti al Parco

Il drago di Komodo, un enorme «lucertolone» che ora vive al Parco Natura Viva
Il drago di Komodo, un enorme «lucertolone» che ora vive al Parco Natura Viva

Dall’anaconda, il serpente più grande del mondo, ancora cucciolo ma già di 3,80 metri, fino al ragno, allo scorpione - anche loro i più grandi della specie - grossi come delle aragoste, per non parlare dei draghi, quelli di Komodo, enormi lucertoloni, veri dinosauri viventi, lontre giganti, piranha, testuggini enormi dalle Seychelles. E infine, anche tre coccodrilli nani e cinquemila operose formiche tagliafoglie. C’è questo e tanto altro nella nuova «Serra dei Giganti» inaugurata al Parco Natura Viva e che sostituisce la vecchia serra tropicale, primo passo compiuto nel cinquantesimo dell’area protetta e che avvia anche un cammino verso il futuro. Il nuovo padiglione ha una superficie di ben 1600 metri quadrati, con un’altezza di 12, costruito a tempo di record «mettendoci dentro per prima l’anaconda, a lavori ancora da finire, per velocizzare i tempi degli operai», ha scherzato Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco, mostrando il video a tempi accelerati della costruzione in legno, certificato, e policarbonato. Tutto è nato dalla domanda di un bambino in visita all’area protetta del Parco: «Perché i dinosauri sono così grandi?». Di qui l’idea di affrontare per la prima volta il tema del «gigantismo» e del «nanismo» in natura, una cosa «che ci permette di parlare del tema affascinante della biodiversità: cercare la chiave di lettura che spieghi le ragioni delle loro dimensioni», ha detto il direttore Avesani Zaborra. Nell’itinerario della nuova area, preparato con cartelli semplici e molto efficaci nella comunicazione, è mostrato che anche l’uomo, nel corso della sua evoluzione, ha subito anch’esso condizionamenti ambientali, tanto che l’Homo floresiensis (dell’isola di Flores) in Indonesia, vissuto fino a 60mila anni fa, raggiungeva un’altezza di poco superiore al metro, ma viveva negli stessi ambienti dei draghi di Komodo, una specie che è oggi vulnerabile e in via di estinzione. La «Serra dei Giganti» racchiude nel suo percorso tre diverse aree climatiche: una più secca ad elevata temperatura, con la minima che non scende sotto i 28 gradi centrigradi, per i draghi; un’altra, più umida, che si attesta sui 22 gradi, e che è ideale per le tartarughe delle Seychelles e quindi una terza che è tipica della foresta equatoriale, dove vivono l’anaconda, i pirahna e le lontre giganti. Per alcune specie (tartarughe e lontre) c’è anche la possibilità di uscire in uno spazio aperto, mentre restano dentro il padiglione, e accompagnano il visitatore lungo tutto il percorso, farfalle giganti dai fantastici colori. Tutti gli animali, com’è nella filosofia del Parco Natura Viva, sono nati in cattività e arrivano da altre strutture analoghe, in un sistema di scambi coordinati da un organismo internazionale che vigila sulla loro conservazione e riproduzione. I draghi di Komodo sono due femmine, Padàr e Indah che arrivano dalla zoo di Wroclaw, superano i due metri di lunghezza e cresceranno ancora di un altro metro. I tre coccodrilli nani sono nati invece tre anni fa nello zoo di Molhouse e vivono in natura nelle zone umide dell’Africa centro-occidentale, superando raramente i due metri di lunghezza. Sono vulnerabili a causa della perdita delle caratteristiche del loro habitat, ma anche per la caccia alla loro carne prelibata. Meraviglioso il formicaio, costruito in una struttura trasparente attraverso la quale si possono vedere celle e gallerie. Dalla loro tana, le formiche tagliafoglie sono indotte a incamminarsi su un tortuoso percorso rappresentato da una corda sospesa che le conduce verso la fonte di cibo. Lì trovano le foglie, non per cibarsene, perché sarebbero velenose, ma per trasportarle sminuzzate in migliaia di piccole parti nelle camere apposite del proprio formicaio, dove servono da humus per alimentare un fungo di cui le formiche sono golose. Ci sono tante altre curiosità che le guide del Parco e i cartelli didattici possono spiegare con dovizia di particolari, aprendo gli occhi su un mondo infinitamente piccolo ed enormemente grande che può solo far nascere la voglia di non perderlo mai. •

V.Z.
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