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03.06.2019

L’Acli punta al doposcuola dei volontari

Progetto di aiuto alle famiglie in difficoltà a seguire i figli alle elementari e medie. È la proposta lanciata da Pasquale Polimeni all’assemblea annuale del Circolo Acli di Bussolengo, di cui è fondatore e presidente del 1985. «È il progetto Rebus», ha detto la responsabile organizzativa Martina Tommasi, «già attivo in tre circoscrizioni a Verona, un doposcuola gestito da volontari, che cercheremo di esportare anche a Bussolengo». «Costruire ponti, non muri. Costruire relazioni umane attraverso l’ascolto e il dialogo. Ricucire gli strappi làddove questi tempi incerti hanno creato lacerazioni. E due su tutte sono le fratture che oggi ci preoccupano: quella generazionale e quella territoriale. Dobbiamo ricostruire il nostro vocabolario, ripartire dal Vangelo. Ripartire dalla comunità. Le categorie più fragili sono da sempre quelle al cui fianco ci schieriamo: le donne, i giovani, gli anziani», ha ribadito Polimeni. Altre frontiere indicate, l’aiuto alle vittime delle discriminazioni: donne, pensionati, immigrati «l’ultima grande sfida». Sono intervenuti il presidente provinciale delle Acli, Italo Sandrini, e l’avvocato Nancy Centra, consulente giuridico del Circolo Acli di Bussolengo. «Stiamo affrontando il problema delle successioni, con cui molte famiglie devono fare i conti», ha spiegato quest’ultima, «e altre situazioni che riguardano la famiglia con disabili, le crisi familiari e gli anziani che richiedono un amministratore di sostegno. La famiglia con i suoi problemi è il principale fronte del nostro impegno». Uno sport inclusivo che tenga conto della persone con handicap, la prospettiva indicata da Giuseppe Biasi, presidente di Us Acli. La parabola evangelica dei pani e dei pesci, letta da don Giorgio Costa, parroco di Santa Maria Maggiore, ha fatto da motivo conduttore a tutta le serata.

L.C.
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