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06.08.2019

Boscaini, le tre denunce vanno in soffitta

L’ex sindaco Paola BoscainiPiazzola ecologica: a vuoto la denuncia dell’ex sindaco Alviano MazziResidence Ferlina: la denuncia di Cannizzaro è finita in soffitta Progno Casotton: due esposti archiviati tra il 2016 e il 2019 PECORA
L’ex sindaco Paola BoscainiPiazzola ecologica: a vuoto la denuncia dell’ex sindaco Alviano MazziResidence Ferlina: la denuncia di Cannizzaro è finita in soffitta Progno Casotton: due esposti archiviati tra il 2016 e il 2019 PECORA

L’ex sindaco Paola Boscaini non ha mai avuto neanche la preoccupazione di varcare la soglia di un’aula di giustizia. I tre giudici, interessatisi alle denunce a suo carico, li hanno archiviati ancor prima di iniziare il processo. E così l’esponente ora dell’opposizione può togliersi alcuni sassolini dalle scarpe, dopo anni trascorsi tra gli studi di avvocati, interrogatori e carte bollate. Eppure il piatto giudiziario a suo carico e in alcuni casi dell’intera giunta, era abbondante: si parlava tra una e l’altra inchiesta di corruzione, abuso d’ufficio e appropriazione indebita. Le denunce riguardavano temi «storici» delle contese politiche di Bussolengo come l’ex piazzola ecologica in località Ferlina o la vendita della cava al Progno del Casotton e le case confiscate al residence Ferlina a Salvatore Cannizzaro. «Ho avuto sempre la sicurezza», premette la Boscaini, «di non aver mai fatto nulla di male anche perchè mi sono avvalsa di un segretario comunale di cui ho sempre avuto la massima fiducia». Ma ecco nel dettaglio gli esposti archiviati. PROGNO CASOTTON. La vicenda della vendita del Progno del Casotton, operata dal Comune, è passato per ben due volte al vaglio della procura e tutte e due le volte, la denuncia è stata ritenuta infondata. La prima risale all’agosto del 2016 quando il gip accolse la richiesta del pm Francesco Rombaldoni di archiviare l’esposto degli allora consigliere Barbara Setti (M5s) e Stefano Ceschi(Pd), depositato il 1. giugno 2015 con il quale erano stati indagati oltre all’ex primo cittadino anche tutti gli assessori. Le accuse parlavano di corruzione, traffico di sostanze illecite e turbativa d’asta. La seconda, invece, presentata dai proprietari di fondi nei dintorni della cava il 2 agosto 2017 è stata archiviata nell’aprile scorso. Il tema del contendere in ambedue gli esposti riguardava il prezzo di vendita, praticato dal Comune a chi poi acquistò quell’appezzamento di terra. «La tariffa», scrive il gip Paola Vacca «è risultata in linea con quella applicata da altri Comuni in provincia e tale da non indurre sospetti circa favoritismi di sorta (nei confronti della Inerti San Valentino srl, acquirente del fondo ndr)». Di più: la società si è impegnata anche a sistemare piazzale Vittorio Veneto per una spesa di 301.000 euro e questa opera «è stata inserita nel piano triennale delle opere pubbliche dopo la stipulazione della compravendita». Ciò per dimostrare, rileva ancora il giudice Vacca che quei lavori non risultavano «un espediente» di facciata per ingannare chi era interessato all’acquisto del Progno Casotton. EX PIAZZOLA ECOLOGICA. Tutto parte da un atto di citazione presentata dall’ex sindaco Alviano Mazzi il 24 settembre 2012 contro alcuni esponenti ambientalisti, tecnici e periti nominati dal tribunale. L’ex amministrazione chiedeva il risarcimento dei danni perchè avrebbero impedito la vendita dell’ex piazzola ecologica alla società Magazzini generali spa, «attestando falsamente che il terreno era inquinato». La denuncia degli ambientalisti, però, non trovò riscontro e il 17 marzo 2016, tutti gli imputati tra i quali anche Mazzi, furono assolti. Anche la causa civile avviata dallo stesso ex sindaco contro alcuni dei suoi denuncianti si concluse il 6 gennaio 2016 con un nulla di fatto. Il giudice Fernando Platania respinse la domanda di risarcimento nei confronti delle sette persone citate e contemporaneamente, condannò il Comune al pagamento delle spese sostenute dai convenuti. Il tribunale, in quell’occasione, parlò di «lite temeraria» avviata da Mazzi, di «azione intentata in modo imprudente» con «natura eminentemente politica» e «priva di fondamento giuridico». Di fronte ad una sentenza così drastica, la giunta Boscaini decise di non ricorrere in appello, provocando le ire dell’ex sindaco Mazzi che, a sua volta denunciò il suo successore. il 20 ottobre 2016. La sua segnalazione si rifaceva alla delibera del 2016 con la quale la giunta ha deciso di non ricorrere in appello contro la sentenza del gennaio 2016. «La decisione (della giunta Boscaini ndr) di non impugnare la sentenza civile», scrive il gip Giuliana Franciosi nel decreto di archiviazione, «è stata preceduta da parere legale che in tal senso si è espresso». Non c’è, quindi, dolo intenzionale del sindaco e anche questo esposto è stato archiviato. APPROPRIAZIONE INDEBITA. L’ultima denuncia risale al marzo dello scorso anno e fu presentata da Salvatore Cannizzaro, interessato da un provvedimento di confisca di alcuni appartamenti di sua proprietà, nel residence Ferlina. Il proprietario sosteneva di essere stato derubato dei mobili che arredavano quegli alloggi proprio dal sindaco Boscaini. Un ipotesi stroncata dal gip Paola Vacca. «Il sindaco», riporta il decreto, «ha agito in forza di un provvedimento giurisdizionale (confisca ndr) e dopo aver consultato un legale». Non c’è reato, conclude il gip, e si tratta eventualmente di una questione civilistica. •

Giampaolo Chavan
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