A Zimella il record Il vento ha soffiato a cento chilometri orari

L’assessore veneto Giuseppe Pan
L’assessore veneto Giuseppe Pan

Si va verso la richiesta dello stato di calamità per le conseguenze del temporale che sabato ha provocato danni in varie aree del Veronese, come in altre zone del Veneto. A dirlo è Giuseppe Pan, l'assessore regionale all'agricoltura: «La Regione, insieme ai primi cittadini dei Comuni coinvolti e alle associazioni di categoria, sta predisponendo un dossier sui danni infrastrutturali e colturali causati da grandinate e rovesci». Intanto si scopre che il vento che ha investito la nostra provincia ha raggiunto una forza fuori dal comune. «L'ente regionale Avepa ha già attivato i suoi ispettori, per effettuare i rilievi nel Veronese, che è stato attraversato dalle sponde del Garda alla Bassa da una violenta e improvvisa ondata di maltempo, che ha causato pesanti danni in particolare a San Giovanni Lupatoto, Bovolone e Isola della Scala, così come nel Padovano, nell’area dei Colli Euganei, dell’Estense e del Monselicense, e nella Marca, dove a essere flagellati da grossi chicchi di grandine sono stati il Montello e Montebelluna», spiega l'assessore. E precisa che anche alcuni territori del Basso Vicentino, in particolare Lonigo, Orgiano e Sossano, hanno subito ingenti danni a causa del maltempo, che ha scoperchiato tetti, abbattuto pali della luce e squassato vigneti e alberi da frutta. «Pioggia, vento e grandine si sono abbattuti con particolare intensità solo su fasce circoscritte, ma hanno causato danni consistenti, soprattutto a vigneti, frutteti e colture estensive, come il mais». NEL VERONESE, secondo quanto riferisce Codive, il consorzio degli agricoltori che stipulano assicurazioni agevolate, a causare i problemi maggiori è stato in effetti il vento. I dati registrati da Radar meteo, società padovana che offre servizi meteorologici professionali, dicono che in tutta la nostra provincia sabato è stata registrata un'intensità di vento superiore ai 14 metri al secondo. Questo è il limite sopra il quale le compagnie di assicurazione risarciscono i danni delle produzioni agrarie. Le velocità medie rilevate vanno dai 15 metri al secondo di alcuni Comuni del Lago e dell'Ovest – quelli di Brenzone e Malcesine e di Nogarole e Povegliano – sino ai 24 metri al secondo di Cologna, i 25 di San Bonifacio, i 26 di Arcole e i 28 di Zimella (pari a oltre 100 chilometri orari). Dati, questi ultimi, che testimoniano che l'area in cui c'è stato il vento più forte è quella dell'Est. Secondo la scala della forza del vento Beaufort, le medie più basse sono definite come vento forte, quelle più alte burrasca fortissima. Sempre usando questo metro, va detto che picchi da burrasca forte si sono verificati in quasi tutta la provincia. Livelli da fortunale sono stati registrati nel Colognese e nelle colline dell'Est, mentre una forza addirittura qualificabile come quella degli uragani è stata accertata a Zimella e San Bonifacio. Tutte queste situazioni hanno causato in vari Comuni l'abbattimento di filari di alberi da frutta, serre e reti antigrandine.

Luca Fiorin