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13.10.2019

Un tunnel ciclabile per l’isola del Trimelone

Ecco come potrebbe essere il tunnel di collegamento tra Assenza e l’isola del Trimelone
Ecco come potrebbe essere il tunnel di collegamento tra Assenza e l’isola del Trimelone

Un tunnel subacqueo per rendere accessibile, a piedi o in bicicletta, l’isola del Trimelone. Questa è l’idea che sta prendendo corpo e che potrebbe essere realizzata nell’ambito della ristrutturazione della base nautica di Acquafresca, che si trova nella frazione di Assenza di Brenzone. A dare nuovo impulso all’ iniziativa è stato l’incontro, promosso dal comitato Giacomo Cis Onlus, che si è tenuto a Riva del Garda, in Trentino, dove si è discusso della realizzazione di una pista ciclopedonale subacquea sul Garda. La serata ha avuto come protagonista la comasca Arianna Minoretti, ingegnere civile quarantenne responsabile del dipartimento statale della Norvegia che si occupa di strade e ponti. Il piano dei trasporti nazionale norvegese sta mettendo a punto tecniche progettuali e costruttive per realizzare tratti viari subacquei. Questa soluzione tecnica consente di attraversare i fiordi, che caratterizzano la conformazione costiera di quello Stato, superando difficoltà oggettive legate alla manutenzione e alle problematiche connesse alla navigazione, anche di navi di grandi dimensioni, che altrimenti sarebbe preclusa con i classici ponti, compresi quelli galleggianti. «I problemi progettuali di una pista ciclopedonale in un ambiente come quello del lago di Garda sono molto più semplici di quelli che dobbiamo affrontare nel Mare del Nord», ha detto Minoretti. «Noi lassù progettiamo e dobbiamo realizzare strutture subacquee che prevedono il passaggio di traffico veicolare e ferroviario su lunghi tratti, con condizioni estreme sotto il profilo meteo marino. Sono strutture che debbono sopportare anche l’urto di collisioni con sottomarini, il peso di navi di grande stazza che possono naufragare, esplosioni causate da incidenti o attentati. Il costo di questi ponti - tunnel subacquei è di 600mila euro al metro. Ovviamente la realizzazione di una ciclopedonale nel Garda avrebbe costi molto inferiori, che si possono appurare con uno specifico studio di fattibilità». All’incontro ha partecipato il consigliere incaricato alla programmazione dei lavori pubblici del Comune di Brenzone Luca Brighenti, che è ingegnere civile. «Nel giro di due anni si dovrebbe concludere la bonifica dei fondali attorno all’isola del Trimelone», ha spiegato Brighenti, «nel frattempo contiamo anche di iniziare la ristrutturazione della base nautica di Acquafresca. Questa a lavori conclusi diventerà anche la base del circolo nautico Brenzone che attualmente ha la sede a Castelletto. Con i colleghi di maggioranza stiamo discutendo pure dell’ipotesi di realizzare un accesso subacqueo pedonale all’isola del Trimelone partendo da Assenza». «Ora dovremo procedere ad affidare lo studio di fattibilità», ha aggiunto Brighenti. «Solo in questo modo potremo avere un riscontro oggettivo sia sulle soluzioni tecniche di costruzione, che non dovrebbero presentare particolari criticità, sia sui costi di realizzazione. Certamente un’opera di questo tipo potrebbe essere un’attrazione turistica eccezionale, anche perché unica nel suo genere. Inoltre potrebbe permettere l’utilizzo e la fruizione da parte della popolazione dell’isola, che è un bene di proprietà del Comune di Brenzone». Il presidente del consiglio della Provincia autonoma di Trento, Walter Kasvalder, presente all’incontro, ha commentato così la possibilità di realizzare un tratto subacqueo della pista ciclopedonale tra Riva del Garda e Limone: «Questa suggestiva soluzione è da prendere in considerazione, è geniale». E ha aggiunto: «Deve essere però necessariamente condivisa. Si deve ragionare sui costi e sulle problematiche progettuali anche collaborando con altre amministrazioni pubbliche che si affacciano sul Garda e magari, perché no, anche con il governo norvegese che ha già maturato esperienza in questo settore». Ha commentato il consigliere comunale di Riva Stefano Santorum: «Invece di mandare sott’acqua i pedoni si dovrebbe farlo con le automobili, camion e torpedoni. Perché non si costruisce una gardesana subacquea per il trasporto veicolare, che tra non molto sarà tutto a trazione elettrica, e l’attuale strada litoranea la lasciamo invece a disposizione solo di biciclette, pedoni e del residuale traffico locale?». Marco Benedetti, presidente di Garda Trentino, ha sottolineato: «Il traffico è il problema del presente e del futuro su tutta la riviera gardesana. Si deve progredire, l’elemento acqua è poco utilizzato in tema di mobilità. In Svezia hanno già adottato la soluzione di far viaggiare sott’acqua le automobili. Questa sera abbiamo avuto la fortuna di incontrare Arianna Minoretti, la massima esperta al mondo di questo settore progettuale. Questi progetti vanno inseriti in un piano del traffico e della viabilità nazionale. Intanto si potrebbero far passare ciclisti e pedoni per alcuni tratti, dell’anello della ciclabile benacense, in tunnel subacquei». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luca Belligoli
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