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06.03.2020

Sul Garda i Comuni veneti più penalizzati

Turisti in spiaggia a Malcesine: il paese è il primo nella classifica dei più penalizzati secondo Dalla TorreTuristi a Bardolino durante una manifestazione
Turisti in spiaggia a Malcesine: il paese è il primo nella classifica dei più penalizzati secondo Dalla TorreTuristi a Bardolino durante una manifestazione

Valeria Zanetti L’allarme, concreto, dati alla mano, è già stato lanciato nei giorni scorsi dagli operatori turistici del Garda, che in poco più di una settimana hanno registrato disdette e consistenti cali di prenotazioni per la primavera e l’inizio estate a causa del dilagare del Coronavirus. Il trend potrebbe però consolidarsi, secondo le stime di Fondazione Think Tank Nord Est di Venezia, che ha cercato di mettere a fuoco quali saranno i Comuni del Veneto potenzialmente più penalizzati dalla paura del contagio, che spinge ad annullare i soggiorni o a non progettare vacanze. La cattiva notizia è che su 21 località analizzate, 11 sono sulla sponda veronese del Benaco o nell’immediato entroterra. In particolare, sette sono nella top 10 delle mete sulle quali l’effetto dell’emergenza sanitaria rischia di avere un impatto molto elevato. «I territori più esposti alla prevista flessione di presenze sono quelli contraddistinti da un’economia fortemente sbilanciata nei confronti delle attività turistiche, da una quota elevata di visitatori stranieri e da un picco stagionale delle presenze concentrato nel semestre, ovvero da marzo ad agosto», spiega Riccardo Dalla Torre, ricercatore della fondazione. «Sulla base di questi fattori, abbiano costruito un indicatore: più è elevato e maggiori saranno le ricadute negative in termini economici», afferma Dalla Torre. Il primo posto della graduatoria è occupato da Malcesine, seguito da Brenzone, Garda, Torri del Benaco, Bardolino, Lazise e, al decimo posto, da Peschiera. Valeggio (11°), Costermano (13°), San Zeno di Montagna (14°) e Castelnuovo (21°) completano la classifica. «Sentendo gli operatori, al momento, sembra che la situazione peggiore riguardi le città d’arte, che nel brevissimo stanno perdendo più presenze, ma che possono contare su una stagionalità molto più ampia e hanno quindi più opportunità di recupero», osserva Dalla Torre. «Sul Garda e ancor più nelle località venete di mare, la stagione inizia a Pasqua per chiudersi ad ottobre e le vacanze si prenotano abitualmente in queste settimane, in cui invece i soggiorni vengono disdetti», riflette. Da non sottovalutare, tra l’altro, che il contagio nei principali Paesi europei, dalla Francia alla Germania si è manifestato con qualche ritardo rispetto a quanto accaduto nel nord Italia, ma ora si sta sviluppando. «La clientela tedesca, la più affezionata al Veneto e al Garda, predilige maggio, giugno e la prima parte di luglio, ma le prenotazioni rimaste per il periodo sono davvero poche», afferma. Secondo l’indagine, Malcesine è il secondo Comune della regione per numero di imprese turistiche sul totale delle attività (41,6 per cento) e registra la più elevata percentuale di ospiti stranieri (93,8 per cento), seguita da Garda (92,2 per cento) e Torri del Benaco (90,1 per cento). Clienti che potrebbero scegliere di trascorrere le prossime vacanze nel loro Paese o dirigersi verso altre mete. Lazise, invece, è la località veronese più esposta per stagionalità: infatti oltre l’80 per cento dei visitatori l’anno scorso ha trascorso un periodo di ferie tra il mese di marzo e quello di agosto. Un trend che accomuna la meta benacense ai luoghi di villeggiatura che affacciano sull’Adriatico. «L’emergenza sanitaria sta determinando pesanti ripercussioni sull’economia turistica di tutto il Veneto», conclude Antonio Ferrarelli, presidente della Fondazione veneziana, «e le imprese stanno sperimentando ricadute negative sia in termini di cancellazioni sia, soprattutto, di mancate prenotazioni. Nei prossimi mesi servirà un’attenzione speciale al comparto, che dovrà recuperare attrattività». •

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