CHIUDI
CHIUDI

14.12.2019

«Strada ancora inaccessibile» Inverno senza il «Chierego»

Il rifugio Chierego rimarrà chiuso fino alla prossima primaveraLa strada dissestata che porta al  rifugio Chierego sul Monte Baldo
Il rifugio Chierego rimarrà chiuso fino alla prossima primaveraLa strada dissestata che porta al rifugio Chierego sul Monte Baldo

Esasperato per una situazione che definisce «insostenibile», alla fine ha deciso di chiudere il rifugio, almeno fino alla prossima primavera. Il Chierego, storico punto di riferimento per escursionisti e appassionati di montagna rimarrà con i battenti chiusi per tutta la stagione invernale e almeno fino ad aprile, o gli inizi di maggio. Ad annunciarlo è il gestore, Matteo Calzà, che già nei mesi scorsi aveva manifestato la difficoltà nel gestire la struttura di proprietà dell’Unione montana Baldo Garda e situata sulla cresta del Monte Baldo, a oltre 1.900 metri di altitudine. L’imprenditore già alcuni mesi fa aveva sottolineato come la strada che dalla località Due Pozze porta fino in quota passando accanto al rifugio Chierego, fosse in condizioni a dir poco critiche e al limite della praticabilità oltre ad essere pericolosa per chi la percorre. Un tragitto ridotto ad una pietraia, ormai quasi impercorribile anche dai soccorsi. Trasportare la legna, indispensabile per l’inverno (e non solo), è diventata pertanto un’impresa quasi impossibile, anche con efficienti fuoristrada, sostiene Calzà. Da allora la situazione non è cambiata ed anzi è ulteriormente peggiorata da quando il rifugio non ha più in funzione il frigorifero, guastatosi all’inizio dell’autunno. L’elettrodomestico, indispensabile e obbligatorio per rispettare le regole igienico sanitarie, «dopo vari solleciti», sottolinea Calzà, è stato ordinato dall’Unione. Ma è fermo dal rivenditore, in attesa di trovare il modo di trasportarlo in sicurezza in cima al Baldo, senza correre il rischio di romperlo percorrendo il tragitto così sconnesso. Ma nel frattempo, assicura il gestore del Chierego, la situazione è precipitata. Calzà ha così deciso di inviare una lettera all’Unione montana per comunicare la decisione di interrompere il servizio al Chierego, che nelle altre stagioni invernali, invece, rimaneva aperto almeno nei fine settimana e tutti i giorni durante il periodo natalizio. «Sono felice della riconoscenza della clientela ma allo stesso tempo sono triste e amareggiato per non essere messo in grado di mantenere il servizio che gli escursionisti si aspettano», premette nella missiva, in cui si sottolinea in particolare il «danno economico all’attività». «La chiusura forzata per la mancanza del frigorifero e l’impossibilità di rifornire la struttura per impraticabilità della strada di accesso (in particolare la legna) mi mette in serie difficoltà», insiste. A causa delle condizioni in cui è costretto ad operare, Calzà sostiene di essersi visto «dimezzare l’utile. Per me è molto difficile riuscire a pagare le rate dei mutui (circa 8mila euro più Iva ogni semestre, ndr) nonché i costi fissi come assicurazioni ed energia elettrica». Pertanto Calzà «visti i danni subiti in termini di mancati incassi», ha deciso che non pagherà la rata del canone semestrale in scadenza il prossimo 31 dicembre e terrà sospeso il pagamento delle rimanenti rate «fino a quando non sarò messo in condizioni di riprendere l’attività», afferma, pur sostenendo di rimanere aperto al confronto con l’Unione. Dal canto suo Maurizio Castellani presidente dell’Unione e sindaco di San Zeno di Montagna, afferma di offrire «la piena disponibilità al confronto con Calzà, che finora ha gestito bene il Chierego, sentendo anche i commenti positivi degli appassionati che hanno sostato nel rifugio. Tuttavia non è semplice sistemare la strada che sale in quota, anche se ci stiamo adoperando per intervenire. Troveremo una soluzione».

Emanuele Zanini
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1