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06.08.2020 Tags: Castelnuovo del Garda

Rondini in volo per cancellare le svastiche

Due ragazze impegnate a scrivere sul murale  la frase di Piero Calamandrei Il murale realizzato dai ragazzi sul muro della scuola media a Castelnuovo
Due ragazze impegnate a scrivere sul murale la frase di Piero Calamandrei Il murale realizzato dai ragazzi sul muro della scuola media a Castelnuovo

Fino a qualche settimana fa il muro posteriore della scuola media di Castelnuovo del Garda era ricoperto di svastiche e scritte. Al loro posto ora ci sono due immagini che richiamano la libertà – uno stormo di rondini in volo e delle grandi ali bianche – e la frase di Piero Calamandrei tratta dal discorso sulla Costituzione fatto nel 1955 ai suoi studenti universitari: «La libertà è come l’aria, ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare». È uno dei lavori realizzati dai giovani partecipanti ai campus occupazionali estivi organizzati dal Comune di Castelnuovo attraverso il Servizio educativo territoriale e una rete di cooperative sociali. L’iniziativa, che la scorsa estate aveva coinvolto nove ragazzi e ragazze per due settimane, quest’anno è stata estesa sia come periodo che come offerta, occupando sei settimane suddivise in tre moduli: ecologia (concluso il 17 luglio), officina (terminato il 31 luglio) e murales (dal 24 agosto al 4 settembre) per giovani dai 14 ai 18 anni. «Avevamo previsto dieci ragazzi per ogni modulo, ma già dal primo abbiamo dovuto raddoppiare i posti per le tante richieste arrivate», spiega l’assessore ai Servizi alla persona e alla famiglia Marilinda Berto, «il gruppetto dell’anno scorso è stato fondamentale perché ha fatto da apripista, si è parlato tanto e bene di questo progetto». La sistemazione del muro della scuola, che in origine prevedeva la sola tinteggiatura, è rientrata nell’obiettivo più ampio di pulizia del parco pubblico di Monte Alto, che si estende dietro l’edificio scolastico. I ragazzi hanno raccolto rifiuti, fatto delle aiuole con piante aromatiche, riverniciato le panchine. Per cercare di risolvere il problema dei rifiuti abbandonati hanno condotto una breve indagine per capire chi imbrattava il parco alla sera. Avendo appurato che si trattava di alcuni coetanei, li hanno coinvolti nel progetto con il supporto degli educatori. Anche la sistemazione delle panchine, con l’intervento esteso al parco di via Pasque Veronesi, ha avuto un respiro più ampio: i ragazzi le hanno rese uniche trascrivendo brevi citazioni e detti popolari con il coinvolgimento degli anziani residenti della palazzina comunale Montealto. Nel secondo modulo i partecipanti hanno costruito una casetta di legno da posizionare in uno spazio pubblico per lo scambio di libri, recuperato per futuri usi dei cartelli dismessi e costruito dei mobili con materiale di riciclo per abbellire lo spazio in cui si ritrovano alle ex scuole elementari di via Filiselle. L’ultimo modulo si svolgerà nella frazione Sandrà. «Verrà sistemato il parco pubblico a fianco della scuola primaria», anticipa Berto, mentre un altro progetto sarà invece l’ideale prosecuzione del campus dello scorso anno, con la realizzazione di un murale sull’immobile comunale di via Corobbi, sulla facciata rivolta verso il campo da calcio. «L’anno scorso le pareti erano state ripulite dalle scritte, alcune erano dedicate a Manuel Malerba (il quindicenne che nell’estate di tre anni fa perse la vita investito da un’auto, ndr) e ai ragazzi dispiaceva cancellare il suo ricordo», spiega l’assessore Berto, «per questo avevamo concordato che il campus di quest’anno avrebbe previsto anche la realizzazione di un disegno dedicato a lui», opera che i ragazzi progetteranno e dipingeranno con la consulenza di un esperto di murales. Nel complesso i campus stanno coinvolgendo una quarantina di giovani, alcuni dei quali iscritti a più moduli. Alla fine di ciascuno viene riconosciuto loro un attestato, un buono per effettuare acquisti online e il corrispettivo di due euro per ogni giorno lavorato. «Ogni ragazzo ha un potenziale, sta a noi adulti tirarlo fuori», conclude l’assessore Berto, soddisfatta dei riscontri che arrivano non solo dall’entusiasmo dei partecipanti, ma anche dalle loro famiglie, che ringraziano per questa opportunità. Infine c’è la riconoscenza degli abitanti dei quartieri abbelliti: alcuni di loro hanno legato un cartello al tronco di un albero per scrivere il proprio «grazie per le parole e i colori sulle panchine, avete regalato a tutti noi un tocco di poesia». •

Katia Ferraro
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