Roccolo del patriota abbattuto Interviene la Soprintendenza

Il luogo in cui sorgeva il Roccolo del patriota
Il luogo in cui sorgeva il Roccolo del patriota

«La documentazione inviata era carente e non permetteva di capire che si sarebbe demolito un bene di possibile interesse monumentale». Così l'archeologo Vincenzo Tinè, soprintendente della Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio (Sabap) di Verona, sintetizza il contenuto della missiva inviata il 26 marzo al sindaco del Comune di Garda (Davide Bendinelli) con oggetto «Comune di Garda - Manufatto denominato “Roccolo del patriota”. Seguito alla richiesta informazioni relative a opere movimento terra, abbattimento alberi e demolizione manufatto». La lettera fa infatti seguito alla segnalazione arrivata in Soprintendenza il 19 marzo, tra cui anche quella di Andrea Torresani, capogruppo del Movimento civico «I Gardesani», che quel giorno aveva fatto sapere di aver inviato in Comune e alla Sabap un esposto con allegato un video dei lavori fatti in località Ghiandare. Tinè inizia ricordando l'avvio del procedimento amministrativo, il 22 settembre 2020, quando la Soprintendenza aveva ricevuto la richiesta di parere da parte del Comune per ottenere la autorizzazione paesaggistica. «Nell’allegata relazione illustrativa degli accertamenti eseguiti da questo Comune, l'intervento menzionato», scrive il soprintendente, «è riferito all’esclusiva realizzazione di un nuovo fabbricato ad uso residenziale». Il soprintendente cita anche quella che definisce la «sommaria relazione paesaggistica» presentata dal tecnico del privato che «menziona la previsione di demolizione dell'edificio esistente, di cui inoltra alcune foto senza riferire nessun dato o descrizione specifica del manufatto in parola», sostiene. Quindi chiude: «Considerando che il manufatto oggetto della recente demolizione potrebbe aver avuto interesse culturale per gli eventi occorsi in epoca preunitaria e che altri due manufatti simili sarebbero ancora presenti nelle vicinanze, si chiede a codesto Comune, al fine di evitare ulteriori eventi potenzialmente lesivi del patrimonio culturale locale, di verificare lo stato di conservazione di tali ulteriori edifici con caratteristiche analoghe e di raccordarsi con la scrivente per predisporre urgenti iniziative finalizzate alla tutela di detti beni. Tutto ciò premesso», chiude Tinè, «si richiama codesto Comune ad un più puntuale controllo nell'ambito della proceduta di valutazione delle istanze paesaggistiche e, in particolare, alla necessità di redigere la relazione tecnica illustrativa di propria competenza con modalità conformi ai contenuti e alle verifiche previsti dalla legge». Il sindaco Davide Bendinelli commenta: «Sono certo del buon lavoro svolto dall'Ufficio paesaggistica del nostro Comune. A Garda sono presenti diversi edifici di grande pregio, alcuni vincolati, pertanto accolgo di buon grado la proposta del soprintendente nel caso in cui intendesse avviare ulteriori verifiche sul patrimonio esistente sull'intero territorio comunale, ivi compresa la zona in questione, in modo da agire in assoluta sinergia. Il Comune il 23 marzo ha in ogni caso fatto un sopralluogo per verificare lo stato dei luoghi e attivare le procedure di conseguenza, essendo i lavori iniziati prima dell'ottenimento del permesso di costruire». •

Barbara Bertasi