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07.07.2020

«Rocca di notte, il rischio è doppio»

Il sindaco di Garda, Davide BendinelliVeduta aerea della Rocca di Garda dalla parte di Bardolino I vigili del fuoco issano sulla Rocca di Garda il ragazzo che era precipitato: si è salvato
Il sindaco di Garda, Davide BendinelliVeduta aerea della Rocca di Garda dalla parte di Bardolino I vigili del fuoco issano sulla Rocca di Garda il ragazzo che era precipitato: si è salvato

Il giorno dopo la tragedia sfiorata pondera le parole il sindaco di Garda Davide Bendinelli. «Siamo tutti felici per il lieto fine di una vicenda che poteva avere un epilogo decisamente doloroso. Non posso però esimermi da una considerazione semplice, semplice. Se una persona sceglie di fare una escursione notturna alle 4 di mattina sulla Rocca di Garda e alla fine cade in un dirupo deve fare delle serie riflessioni di carattere personale. Tutti sanno che si tratta di un luogo di montagna, raggiungibile solo a piedi e con mille anfratti. Una zona dove fioccano i cartelli che segnalano come su tutto il perimetro del cocuzzolo, dal versante di Garda a quello di Bardolino, sia pericoloso avvicinarsi e non ci si debba sporgere per pericolo di caduta». «Certo se uno la frequenta di notte forse fatica a vedere gli stessi segnali», ribatte il concetto il primo cittadino di Garda ancora basito per la leggerezza del ventenne bergamasco che domenica mattina è volato giù dalla Rocca per una quindicina di metri tra cespugli ed arbusti finendo la propria discesa, senza controllo, su di un terrazzino naturale. Miracolato. Un passo più a destra o a sinistra sarebbe precipitato per una sessantina di metri finendo la corsa sulla sottostante Strada Gardesana. L’ALLARME LANCIATO dagli amici presenti con lui, rei della malcapitata idea di una escursione notturna, e il pronto intervento dei vigili del fuoco hanno permesso il recupero del giovane rimasto incredibilmente illeso. Un episodio avvenuto nel silenzio tombale, vista l’ora, di un pianoro che durante il giorno è invece molto frequentato da turisti e tanta gente del luogo. Qui d’altronde, narra la leggenda, ci fu nel 951 la prigione di Adelaide di Borgogna, regina d’Italia e futura imperatrice del Sacro Romano Impero Germanico al fianco di Ottone I. E proprio a pochi metri dal masso di pietra che si dice fosse il trono della regina è precipitato l’incauto lombardo. Nessuna staccionata a dividere il terreno dal salto nel vuoto. Qui non c’è mai stata, a differenza di altre parti del pianoro come ad esempio il belvedere sul Golfo di Garda dove nel giugno del 2017 precipitò Mihaela Cioroaba, 54 anni residente a Torino. La donna era caduta dopo essersi posizionata, sulla staccionata pericolante, in posa per una foto. Una vicenda che si è chiusa con il proscioglimento degli imputati, tra questi il sindaco Bendinelli, dall’accusa di omicidio colposo della turista: impossibile capire se la staccionata era pericolante per colpa dei vandali o per una cattiva manutenzione del Comune di Garda proprietario dell’area. «In seguito alla sentenza per evitare qualsiasi problema futuro di responsabilità in materia di sicurezza abbiamo eliminato ogni staccionata e messo ovunque cartelli di pericolo», riprende Bendinelli che sulla pulizia del pianoro della Rocca non nega che la competenza sia del Comune. «C’è però da ricordare che il luogo è impervio e non si raggiunge con i mezzi per provvedere a un taglio dell’erba. L’ultima volta l’abbiamo fatto a maggio: manualmente con dei volontari e la protezione civile che ha provveduto a pulire i sentieri». «Certo non è facile tenere curato un luogo cosi grande. Qualcosa potrà cambiare con l’istituzione del Parco della Rocca con il Comune di Bardolino», conclude Bendinelli. Un vecchio sogno che puntualmente si dà per imminente ma che al momento rimane lettera morta. E PENSARE che già in occasione del Millenario della morte di Adelaide (999-1999) la Provincia di Verona, retta dal professor Antonio Borghesi, stipulò un accordo di programma con il Comune di Garda e Bardolino. Settecento milioni di lire (la metà dalla Provincia) messi in campo dai tre enti per avviare, spalmati in più anni, scavi, ricerche, pubblicazioni e recupero dei sentieri della Rocca. Il tutto con l’obiettivo di valorizzare un luogo grazie ad un’accurata campagna di ricerche archeologiche, rendendo fruibile e sicura la sommità e i luoghi circostanti della Rocca. In due parole confezionare un prodotto culturale-turistico di grande appeal. Di tutto quel lavoro, in parte fatto ed oggi nascosto dalla vegetazione, rimangono solo importanti ricerche e libri da leggere e sfogliare. •

Stefano Joppi
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