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14.02.2020

Rischio incendi, c’è allarme sul lago

L’incendio nei boschi  sopra l’isola di Tremosine nel Bresciano del 17 agosto 2018 che così tanta preoccupazione aveva dato anche nell’Alto lago Veronese
L’incendio nei boschi sopra l’isola di Tremosine nel Bresciano del 17 agosto 2018 che così tanta preoccupazione aveva dato anche nell’Alto lago Veronese

È allerta massima per il rischio incendi nell’alto lago veronese. Con l’ordinanza numero 6 del 6 febbraio scorso il vicesindaco di Brenzone, Ivano Brighenti, ha sospeso temporaneamente l’ordinanza numero 95 del 21 ottobre 2019 con cui si consentiva la «gestione controllata delle combustioni sul luogo di produzione dei residui vegetali agricoli». Stessa mossa ha fatto il sindaco di Torri, Stefano Nicotra, che ha recepito la dichiarazione di «stato di grave pericolosità per incendi boschivi» dichiarata dalla Regione Veneto il 5 febbraio scorso. Insomma: nell’alto Garda l’ attuale siccità e la vegetazione secca di boschi e colline che salgono verso il Baldo portano più di qualche preoccupazione. Il perchè è presto detto: l’ultima volta a novembre 2017 si erano sviluppati i roghi avevano bruciato oltre 60 ettari di boscaglia nel Bresciano proprio di fronte a Brenzone. Così, dal 6 febbraio vige il divieto assoluto di appiccare fuochi anche solo per bruciare il così detto «bròc», cioè le sterpaglie prodotte da pulizia di giardini e mondatura delle piante. «C'è un grave stato di pericolosità per gli incendi boschivi, verificatisi nel recente passato in alcuni luoghi non lontani da Brenzone», hanno spiegato dal municipio dell’alto lago. La sospensione dell'ordinanza sulla possibilità di accendere fuochi è una manovra che era stata messa in atto anche dall’allora sindaco, Tommaso Bertoncelli, rispetto all’ordinanza del 29 ottobre 2014 con cui si consentiva la deroga parziale alle norme anti-inquinamento atmosferico e si dava l’autorizzazione di fare «combustioni controllate sul luogo di produzione di residui vegetali agricoli». Il vicesindaco di Brenzone ha trasmesso l’ordinanza anche alla Polizia locale e ai carabinieri di Malcesine e al Servizio forestale regionale di Verona in modo che facciano rispettare il divieto. Rischia la maxi-sanzione, quindi, chi appicca fuochi anche solo per bruciare le sterpaglie o i rami di olivi appena mondati. A fine 2017, per un intero fine settimana, due Canadair, uno italiano e uno croato, si erano alternati a prelevare per due giorni acqua dal lago a qualche centinaio di metri a ovest dell’isola del Trimelone, anche in acque veronesi, per domare le fiamme appiccate, quasi certamente volontariamente, sulle colline e le montagne dietro Tignale e dietro Tremosine, di fronte a Brenzone e a Malcesine, e distanti pochi chilometri in linea d’aria. Un altro grave allarme incendi è stato lanciato tra il 31 dicembre 2016 e il primo gennaio 2017, quando la Protezione civile di Brenzone, quella di Malcesine e quelle trentine e bresciane si erano occupate di spegnere vastissimi incendi nella sponda bresciana, sul Baldo e pure in Prada. La Lombardia era rimasta ostaggio del fuoco per tre giorni a ridosso del Garda. I due Canadair avevano gettato acqua su oltre 200 ettari di bosco in una zona pregiata nel Sito di interesse comunitario del parco dell'Alto Garda. Il fuoco aveva divorato oltre 60 ettari di bosco tra Passo Nota e la valle di Bondo, a cavallo tra Brescia e Trento. Ora nell’alto Garda scaligero vorrebbero evitare un eventuale bis di fuoco favorito da siccità e vento. E i Comuni si sono già attrezzati per prevenire incendi. •

Gerardo Musuraca
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