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20.05.2020

«Promozione unica in Veneto Così si salva il turismo lacustre»

Turisti sul lago di Garda: ogni anno si registravano 13,1 milioni di presenze
Turisti sul lago di Garda: ogni anno si registravano 13,1 milioni di presenze

Promozione unica per salvare il turismo scaligero. Persa la primavera, il turismo sul Garda deve guardare avanti. Con l’estate alle porte, occorre recuperare appeal rispetto ai competitor internazionali e meno colpiti dal virus, come Croazia e Grecia, riconquistare le preferenze della clientela tedesca e destagionalizzare l’offerta per diventare attrattivo nei mesi autunnali. I temi sono stati affrontati nel corso dell’appuntamento online «Parola d’ordine: rilanciare il turismo sul lago di Garda», organizzato e moderato da Massimo Giorgetti, vicepresidente del consiglio veneto. L’emergenza sanitaria ha colpito duramente sul Benaco, che con oltre 13,1 milioni di presenze l’anno scorso è sempre stato un fiore all’occhiello del Veneto. «Questi numeri li rivedremo tra due o tre anni», ammonisce il presidente di Federalberghi Garda Veneto, Ivan De Beni. «I nostri paesi sono deserti. Abbiamo perso aprile, con Pasqua, i ponti di primavera e Vinitaly, poi maggio e perderemo anche giugno. Se riapriremo, lo faremo per sopravvivere fino alla prossima stagione. Molti andranno in crisi e si profila la possibilità che la criminalità organizzata compri a pochi soldi piccole aziende familiari che rappresentano il valore aggiunto della nostra ospitalità», afferma. In Regione stanno lavorando a diversi tavoli. «Uno di questi riguarda un programma di promozione unica per il Veneto, rispettando territori in accordo con i Consorzi di promozione e Camere di Commercio», afferma Federico Caner, assessore regionale al Turismo. «Il lago faccia sistema con Verona e la Valpolicella, sotto la guida dell’ente camerale. Punteremo sui social, utilizzeremo testimonial, influencer. Deve passare il messaggio che abbiamo affrontato il Covid 19 meglio di chiunque altro. Ma non dobbiamo trasformare gli alberghi in ospedali», prosegue. «Stiamo già orientando la promozione su Austria, Svizzera, Paesi dell’Est e del Nord Europa e proseguiremo anche nel 2021», evidenzia. «Lavoriamo con i lander della Baviera, i tedeschi vogliono venire in Italia, raggiungono il Veneto in auto, e attendono informazioni sulla situazione sanitaria. Occorre tranquillizzarli. Ma abbiamo le carte per vincere sulla logica dei corridoi, che pare privilegiata», fa sapere Caner. Tra le priorità per calamitare turisti ci sono le riaperture di parchi tematici, del divertimento e terme. «Gardaland ha predisposto un protocollo con linee guida che la Regione sta esaminando», dice l’assessore. E proprio ai parchi fa riferimento Luca Sebastiano, sindaco di Lazise, tra le prime 10 località italiane per presenze turistiche, circa 4 milioni all’anno. «Gardaland a regime arriva ad un migliaio di addetti, Caneva a 300, il parco termale Villa dei Cedri ad un altro centinaio, altri ancora il Parco Natura Viva. Sono tutti a casa. Così come i dipendenti di hotel e campeggi. Intanto navighiamo a vista e ci sono famiglie senza risorse», traccia il quadro. Gli stagionali non hanno neanche la Cig. «L’incertezza è grande. Un esempio? I campeggi. Sembrava che potessero ricominciare l’attività il 1° maggio, poi il 15, poi il 2 giugno e ora pare il 18 se non addirittura a luglio», insiste Sebastiano. «Aspettiamo tutti cosa decideranno sulla riapertura dei confini Germania e Olanda, a metà del prossimo mese», afferma. «Con la Camera di Commercio», conclude Paolo Artelio, vicepresidente di Confcommercio Verona e componente di Giunta dell’ente camerale, «puntiamo alla promozione integrata di città e provincia. Uniti possiamo uscire con le ossa meno rotte». •

Valeria Zanetti
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