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16.06.2019

Tumore alla prostata Diagnosi innovativa

Il nuovo macchinario per la risonanza magnetica
Il nuovo macchinario per la risonanza magnetica

L’ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda ha attivato un pacchetto innovativo nel panorama italiano dedicato alla salute maschile, che in meno di otto ore permette di arrivare non solo alla diagnosi di un eventuale tumore alla prostata, ma anche – in caso di esito positivo – a definirne il grado di aggressività e le conseguenti azioni di intervento. Il pacchetto «fast track prostata» (ovvero percorso veloce) è disponibile a pagamento al costo di 800 euro, ma i macchinari che lo rendono possibile vengono impiegati anche in regime convenzionato con il Sistema sanitario nazionale, con tempi per gli accertamenti variabili in base alle liste d’attesa. In particolare da circa un anno l’ospedale Pederzoli ha acquistato una macchina per la risonanza magnetica multiparametrica a 3 tesla (valore che indica la potenza del magnete nell’acquisizione delle immagini) che permette di fare una diagnosi più mirata e meno invasiva rispetto al precedente macchinario a 1.5 tesla con bobina endorettale. La risonanza magnetica è il primo «step» del pacchetto e in caso di esito positivo si prosegue con la visita urologica e la biopsia eco-guidata: grazie a nuovi ecografi è possibile sovrapporre le immagini della risonanza a quelle date in tempo reale dall’ecografia, andando a prelevare campioni bioptici mirati. All’interno del percorso diagnostico veloce anche il risultato istologico è disponibile nell’arco delle otto ore: il risultato è una caratterizzazione più precisa dell’alterazione cellulare che consente di distinguere tumori per cui è necessario l’intervento chirurgico da quelli che possono essere monitorati nel tempo. L’ospedale Pederzoli è il quarto centro in Italia per numero di interventi alla prostata (circa 400 nel 2018). «Ma in tutto il mondo sta avvenendo una riduzione di prostatectomia radicali grazie a diagnosi più precise», spiega il dottor Paolo Tinazzi Martini, responsabile del Dipartimento di diagnostica per immagini della casa di cura convenzionata. Il tumore alla prostata è il più diffuso tra gli uomini italiani: dopo i 50 anni aumenta l’incidenza, che arriva al 60 per cento dopo gli 80 anni. È anche un tumore subdolo, perché perlopiù asintomatico nella fase iniziale. Campanelli d’allarme sono l’aumento del Psa (antigene prostatico specifico) nel sangue e alterazioni nella capacità di urinare, sintomi comunque analoghi a patologie prostatiche benigne. •

K.F.
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