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02.10.2016

«Il vento è libertà»
La Polizia issa
una vela solidale

Foto di gruppo per i protagonisto del progetto «Doppiavela solidale» FOTOSERVIZIO AMATOL’imbarcazione che, sotto le insegne della Polizia di Stato, porterà sulle onde un progetto sociale
Foto di gruppo per i protagonisto del progetto «Doppiavela solidale» FOTOSERVIZIO AMATOL’imbarcazione che, sotto le insegne della Polizia di Stato, porterà sulle onde un progetto sociale

Sulla livrea è riportato il suo nome: «Sub vento libertas». Sotto il vento, libertà. Parole che calzano a pennello per una barca a vela e che allo stesso tempo rivelano legami più profondi. Con la Polizia di Stato innanzitutto, «madre» del progetto a cui la barca è destinata e dal cui motto (Sub lege libertas) è stato tratto il suo nome. E poi il valore simbolico, legato all’obiettivo che si prefigge: ridonare libertà a ragazzi e ragazze che liberi non sono, perché dipendenti da sostanze o perché hanno avuto problemi con la giustizia.

La Sub vento libertas è stata varata giovedì pomeriggio alla Fraglia Vela di Peschiera. È arrivata dal lago entrando nel canale che lambisce la sede della Fraglia, accompagnata dall’applauso delle tante persone invitate al suo «battesimo»: una schiera di divise blu, ma anche rappresentanti dell’Arma (presente il comandante della compagnia carabinieri di Peschiera Francesco Milardi) e dell’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Orietta Gaiulli, oltre a tanti cittadini. A bordo la squadra formata dagli skipper-poliziotti Davide Baraldi e Domenico Caruso e da sei giovani seguiti dal progetto Exodus di don Antonio Mazzi.

La barca a vela, di seconda mano, è stata acquistata dall’Associazione sportiva della Polizia di Stato di Peschiera grazie al contributo della Fondazione Cariverona e sarà usata per il progetto «Doppiavela solidale»: una scuola di vela ma soprattutto di vita, rivolta a persone (soprattutto giovanissimi) che arrivano da percorsi difficili e che provano a riprendere in mano le redini della propria esistenza. Il direttore della Scuola di Polizia Gianpaolo Trevisi ha spiegato l’importanza del progetto che «non serve a portare i ragazzi in vacanza, ma ad educarli in modo naturale a fare squadra e ad avere fiducia nello skipper, che in questo caso è anche poliziotto: ciò fornisce loro una nuova immagine del tutore dell’ordine a li sensibilizza al rispetto della legge».

Il progetto Doppiavela solidale è presente dal 2008 a Peschiera, «importato» da Domenico Caruso, che l’anno prima l’aveva fatto nascere a Savona assieme a un collega. Trasferito alla Scuola di Polizia arilicense, dove oggi è docente di informatica, Caruso ha coinvolto Davide Baraldi, collega della Polfer di Verona e psicoterapeuta, facendo decollare l’iniziativa. «Finora ci siamo appoggiati a barche messe a disposizioni da privati e associazioni, ma averne una di proprietà è importante anche per i ragazzi, che non si sentono ospiti ma protagonisti», sottolinea Caruso.

Sul territorio veronese Doppiavela solidale collabora con tre realtà: la Fondazione Exodus (recupero ragazzi tossicodipendenti), progetto Esodo di Cariverona e Istituto don Calabria per quanto riguarda l’inclusione socio-lavorativa di detenuti ed ex detenuti, minori e non. Al momento sono 24 i ragazzi seguiti, ma lo sguardo è proiettato più in là.

«Vorremmo coinvolgere ragazzi e ragazze disabili, sia a livello fisico che intellettivo, e portarli in barca assieme ai giovani che già seguiamo», spiega Caruso, «sarebbero loro i responsabili dei coetanei disabili e questa sarebbe la più bella scuola di vita».

Ad accompagnare il varo della barca la benedizione di don Luigi Trapelli, cappellano provinciale della Polizia, e il brindisi aperto dalle madrine Nicole e Lara Turazza, figlie di Davide Turazza, il poliziotto ucciso in servizio il 21 febbraio 2005.

Presente anche il velista brasiliano Robert Scheidt, vincitore di cinque medaglie olimpiche, tra cui due ori, che si è congratulato per «l’iniziativa bellissima»: «La vela porta la sensazione di libertà», ha detto, «ho iniziato quando avevo nove anni, assieme a mio papà. L’obiettivo non era diventare campione, la bellezza sta nell’interagire con il vento e l’acqua».

La cerimonia si è chiusa sulle note di «Con te partirò», intonate dal tenore Paolo Restiotto, ex assistente capo della Polizia oggi in pensione. Foto ricordo finale con il presidente dell’Avis locale Fiorenzo Zambelli, il cui gruppo ha anche donato un contributo per l’acquisto dell’abbigliamento tecnico per i neo - velisti.

Katia Ferraro
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