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28.02.2020

Collettore, stop al raddoppio del depuratore

Giovanni Peretti (Ats)Bruno Fanton (Ato)
Giovanni Peretti (Ats)Bruno Fanton (Ato)

Katia Ferraro L’impostazione progettuale del nuovo collettore fognario del Garda, con la separazione del «ramo» bresciano da quello veronese, non è in discussione. Questa la sintesi della riunione della Cabina di regia del collettore che si è svolta ieri mattina in videoconferenza per le precauzioni sanitarie dettate dal contenimento del Coronavirus. In collegamento tutti i componenti della Cabina di regia: il ministero dell’ambiente rappresentato dal professor Francesco Napolitano e dalla direttrice generale Maddalena Mattei Gentili; le Regioni Veneto e Lombardia con i responsabili ambientali; l’Ufficio d’ambito (Ato) di Brescia e il Consiglio di bacino (Ato) Veronese; l’Associazione temporanea di scopo Garda ambiente che riunisce i sindaci gardesani, rappresentata dal presidente Giovanni Peretti. Hanno partecipato anche i vertici di Azienda gardesana servizi (Ags), gestore del sistema idrico e fognario della sponda veronese e dell’omologa lombarda Acque Bresciane. GLI OBIETTIVI della riunione erano fare il punto sul progetto definitivo del collettore elaborato per la sponda veronese. Si voleva anche esaminare le rimostranze che alcuni sindaci bresciani dell’area del fiume Chiese stanno lamentando, opponendosi alla realizzazione di un nuovo depuratore a Gavardo e al potenziamento del depuratore di Montichiari. Si tratta di impianti ai quali in futuro dovrebbero confluire i reflui fognari dei Comuni della sponda bresciana, oggi collegati al depuratore di Peschiera del Garda. Rimostranze che i sindaci del fronte del «no» hanno portato la scorsa settimana al ministero dell’Ambiente, sostenendo la proposta di mantenere lo stato di fatto con l’ampliamento del depuratore di Peschiera. Dalla Cabina di regia è arrivata una sola concessione: la possibilità, per i sindaci dell’asta del Chiese, di nominare un tecnico di fiducia che insieme alla Cabina di regia approfondisca l’impatto ambientale che la realizzazione degli impianti di Gavardo e Montichiari potrà avere sul fiume Chiese e sul territorio. Si potranno definire, inoltre, misure compensative e di riqualificazione ambientale. Per evitare la dilatazione dei tempi per l’avvio dei lavori (Ags punta ad aprire i primi cantieri sulla sponda veronese a dicembre) è stato stabilito che il tavolo di approfondimento venga convocato nelle prossime due settimane e concluso entro fine marzo. UNITI gli enti veronesi nel ribadire che il futuro sistema di collettamento possa confluire a Peschiera, oltre ai reflui dei Comuni della sponda veronese, solo quelli di Sirmione e Desenzano per la sponda lombarda. «La certezza che sia stata confermata anche dal Ministero la necessità di proseguire sulla strada tracciata e che si acceleri il lungo tempo che è trascorso finora, è per noi una rassicurazione», ha sottolineato a margine della riunione il presidente di Ato Veronese Bruno Fanton. «L’impostazione fin qui delineata», ha aggiunto Giovanni Peretti di Ats Garda ambiente, «non è stata messa in discussione dal Ministero, che anzi ha ribadito di procedere senza alcuno stop. Abbiamo avuto conferma dai tecnici di Acque Bresciane che la condotta sublacuale Toscolano Maderno-Torri è ammalorata e di nuovo attaccata dalle bioconcrezioni a distanza di pochi mesi dall’imponente intervento di pulizia, al contrario di ciò che sostengono alcuni amministratori per portare avanti la loro linea politica». Sulla sponda veronese, i vertici degli enti sembrano poi avere le idee molto chiare: «Il depuratore di Peschiera», ha ricordato il presidente di Ags Angelo Cresco, «non può essere raddoppiato: per farlo si dovrebbero acquisire terreni demaniali a rischio esondazione, senza contare i disagi già provocati dal depuratore attuale vista la vicinanza all’autostrada e al centro abitato». •

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