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17.04.2019

Bandiere alla Pederzoli per chiedere il contratto

Lo stato di agitazione proclamato dai lavoratori della Sanità privata ha toccato anche l’ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda, dove ieri, in concomitanza con la manifestazione nazionale di categoria che si è svolta a Roma, i lavoratori hanno piazzato bandiere e hanno distribuito volantini per informare gli utenti e i cittadini tutti della loro vertenza, che punta ad ottenere il rinnovo del contratto, scaduto da ben 12 anni. A livello nazionale la mobilitazione interessa circa 300 mila professionisti della salute, esclusi i medici. «Il tavolo delle trattative nazionali si è interrotto il 22 febbraio ed è stato avviato lo stato di agitazione di tutto il personale», ricorda Antonello Baldi, rappresentante sindacale all’ospedale Pederzoli, dove i dipendenti interessati dal rinnovo del contratto sono circa 650. Le rimostranze sembrano andare verso lo sciopero, che prevederà l’astensione dal lavoro nel rispetto dei servizi minimi essenziali garantiti dal contratto. In una nota congiunta Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl definiscono la situazione «una vergogna» e chiamano in causa le due associazioni controparti: Aiop (Associazione italiana ospedalità privata, di cui fa parte l’ospedale Pederzoli, casa di cura privata presidio dell’Ulss 9) e Aris (Associazione religiosa istituti socio-sanitari). «Il tempo è scaduto, se Aiop e Aris vogliono riaprire il tavolo del rinnovo del contratto nazionale la base di partenza è la garanzia di ottenere le stesse condizioni del pubblico», fanno sapere i sindacati. L’obiettivo è arrivare a un contratto unico per la Sanità pubblica e privata. •

K.F.
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