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10.11.2019

Al cantiere navale 1.500 persone in 7 ore

Visitatori al cantiere navale della Navigarda FOTO PECORAIl piroscafo Zanardelli appena restaurato
Visitatori al cantiere navale della Navigarda FOTO PECORAIl piroscafo Zanardelli appena restaurato

Il successo dell’apertura straordinaria al pubblico del cantiere Navigarda di Peschiera del Garda è stato confermato dai numeri: 1.500 persone, tra cui molte famiglie con bambini, hanno partecipato ieri alla giornata a porte aperte organizzata per presentare il restauro della motonave Zanardelli, il piroscafo costruito nel 1903 che porta il nome dell’allora presidente del Consiglio Giuseppe Zanardelli (morto nel dicembre dello stesso anno) e su cui per l’occasione è stato posizionato il timone dell’epoca. Già dalle 10, orario di apertura del cantiere, erano molte le persone in fila in attesa di entrare: residenti di Peschiera, dei paesi vicini e non solo, entusiasti e curiosi di vedere per la prima volta il «dietro le quinte» del grande servizio di trasporto passeggeri che sul Garda conta una flotta di 27 navi, a cui in primavera si aggiungerà Pelèr, nave tradizionale a propulsione bielica in costruzione da un anno e mezzo. Durante le sette ore di apertura al pubblico si sono susseguite visite guidate gratuite alle diverse parti del cantiere. Tappe alla «gru a cavaliere» che solleva le navi per la cura alle carene, al «bacino di carenaggio» dove avvengono le altre fasi della manutenzione, alla macchina a vapore un tempo montata su una draga, alle officine dove lavorano falegnami, elettricisti, fabbri e motoristi, all’aliscafo Galileo Galilei fuori dall’acqua in attesa della manutenzione, fino alla salita a bordo del piroscafo Zanardelli. Il cantiere arilicense è un complesso unico sul lago di Garda (nelle altre aree a disposizione di Navigarda a Desenzano, Toscolano Maderno e Riva del Garda viene effettuata solo la sosta dei mezzi), sviluppato nell’Ottocento durante la dominazione austriaca come porto e arsenale militare, arricchito oggi con strutture e attrezzature che lo caratterizzano rispetto agli altri cantieri della Gestione governativa navigazione laghi, sul lago di Como e sul lago Maggiore. Come il bacino di carenaggio, una darsena coperta (da marzo sulla copertura sono installati pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica) dove le navi stazionano per la manutenzione «a secco» dopo aver prosciugato l’acqua dal bacino e posizionato una barriera (barca ponte) di separazione con il canale. Per Paolo Mazzucchelli, già capocantiere e direttore d’esercizio e oggi direttore tecnico di Navigarda, le parole d’ordine sono tradizione e innovazione, dove in quest’ultimo termine è racchiusa la ricerca per offrire una mobilità sempre più sostenibile e a basso impatto ambientale. «I nostri aliscafi sono già dotati di motori di ultima generazione che garantiscono minori emissioni, ma stiamo lavorando per portare i traghetti a propulsione tradizionale diesel a una propulsione ibrida diesel ed elettrica», spiega Mazzucchelli, per cui una conversione totalmente elettrica non sarà possibile prima di quindici anni e soprattutto non prima che sul territorio si sia sviluppata una rete capillare di punti di ricarica veloce delle batterie. In piena stagione Navigarda impiega quasi 200 lavoratori tra personale viaggiante (che in inverno viene impiegato nelle officine), addetti alle manutenzioni, area amministrativa (con sede a Desenzano) e biglietterie di Desenzano e Toscolano Maderno (le altre si servono di personale esterno). Di questi, 150 lavoratori sono stabili e una cinquantina assunti a tempo determinato. Fino al 31 ottobre sono stati trasportati 2 milioni 500mila passeggeri, 100mila veicoli e 62mila bici; 10mila i biglietti venduti con lo sconto per i residenti gardesani grazie all’iniziativa «Conosci il tuo lago»; 16mila le persone con mobilità ridotta che hanno viaggiato sulla flotta Navigarda. Per chi si muove in sedia a rotelle, ha spiegato il responsabile amministrativo Stefano Picenni, sugli orari sono state indicate le corse consigliate per un viaggio più agevole. •

Katia Ferraro
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