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27.01.2020 Tags: Malcesine

Ospedale, spinta per darlo ai privati

L’assessore Manuela Lanzarin in visita all’ospedale di  Malcesine
L’assessore Manuela Lanzarin in visita all’ospedale di Malcesine

Più di una struttura privata è pronta ad investire concretamente sull’ospedale di Malcesine. A sostenerlo è il consigliere regionale Stefano Valdegamberi, secondo il quale «dopo un’approfondita indagine, è emerso che esiste un forte interesse su Malcesine da parte di alcune accreditate realtà private di primo piano del settore sanitario». L’esponente politico, pur non volendosi sbilanciare sui nomi, aggiunge che si tratta di enti privati sia locali, ma anche a livello nazionale e internazionale. Ma per poter rendere operativo il potenziale arrivo di un privato, è necessario creare un bando regionale a cui i soggetti interessati possono partecipare. Un’opzione, quella della gestione privata, che è stata inserita anche nelle ultime schede ospedaliere regionali: a Malcesine infatti sono stati assegnati 50 posti letto per l’area riabilitativa, 30 a disposizione dei pazienti extra-regione, e altri 12 per l’ospedale di comunità, con la possibilità di assegnazione in concessione a soggetti privati accreditati, come del resto già accade in altre strutture della regione come Cortina, in cui è presente una gestione mista pubblico-privata. Valdegamberi ha avuto modo di affrontare l’argomento anche a margine dell’ultima riunione della conferenza dei sindaci dell’Ulss 9 Scaligera, in un incontro a cui ha partecipato per la prima volta pure l’Aidm, Associazione interregionale disabili motori di Malcesine, rappresentata dal presidente facente funzioni Antonio Politi. L’idea di base evidenziata da Valdegamberi, e sostenuta con decisione anche dalla stessa associazione dei poliomielitici, è quella di creare proprio nel nosocomio dell’alto Garda un grande centro di riabilitazione di livello europeo. «È importante ricordare che la Regione Veneto spesso si affida al Trentino o alla Lombardia per la riabilitazione post intervento, appoggiandosi a strutture sanitarie come quelle presenti ad Arco o a Volta Mantovana, investendo diversi milioni di euro», sottolinea il consigliere regionale scaligero. «Credo sia un’opportunità per la Regione, che potrebbe veder rientrare in Veneto quelle risorse economiche e tornare a valorizzare una struttura situata sul lago in una posizione unica, ammirata non solo dai turisti, ma anche da molte strutture sanitarie private, in Italia e all’estero. Anche il territorio dell’alto Garda potrebbe trarne un enorme beneficio innescando un importante volano economico». L’idea, insomma, è quella di far volare alto fin da subito la struttura sanitaria di Val di Sogno, non solo in funzione dei pazienti polio, ma di allargare su larga scala i servizi a disposizione. Politi dal canto suo, premettendo che l’ospedale va rimodernato con un adeguamento dell’organico del personale sanitario, su cui l’Ulss 9 Scaligera e la Regione stanno lavorando, precisa che «l’Aidm vuole e deve essere un partner attivo nella valorizzazione della struttura e delle relative scelte strategiche. Siamo consapevoli che l’ospedale di Malcesine può e deve diventare un punto di riferimento anche per altre patologie neurologiche e neurodegenerative, come la sclerosi multipla, la para e tetraplegia, la Sla, gli esiti di ictus o emorragia cerebrale. Malattie che sono già il presente e rappresenteranno anche il futuro, quando i pazienti polio non esisteranno più. La compartecipazione di un soggetto privato accreditato può rilanciare la struttura anche riguardo i servizi specialistici necessari alla popolazione residente». Valdegamberi punta ad affrontare la questione già oggi, incontrando Manuela Lanzarin, assessore regionale alla Sanità, e Domenico Mantoan, direttore generale dell’area Sanità e Sociale della Regione. «I soggetti privati chiedono una collaborazione con la Regione per realizzare un progetto da poter presentare ad un bando», precisa il consigliere regionale del Gruppo Misto. «Noi chiediamo che dai palazzi regionali si metta in moto la macchina per creare un bando europeo ad hoc, che possa contribuire a creare a Malcesine un centro di sperimentazione di eccellenza. Se la Regione crea le condizioni per creare la sfida del rilancio, i privati sono pronti a scendere in campo». •

Emanuele Zanini
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