Le indagini

«Non ci sono reati». Per l'uomo che ha vinto due gratta e vinci milionari «è stata solo fortuna»

«Le verifiche che abbiamo operato sono state molto approfondite per rilevare situazioni giuridicamente rilevanti, che al momento non sono emerse».

La dichiarazione del comandante della Finanza di Verona, Vittorio Francavilla, resa all’Ansa, sembra voler sgomberare il campo da possibili legami tra il piastrellista brasiliano residente a Caprino vincitore di tre milioni di euro con due biglietti da venti euro del maxi miliardario e l’indagine in corso a Roma sulla fuga di notizie, legate ai Gratta e Vinci milionari.

E tutto ciò fa propendere quindi per la tesi difensiva dell’avvocato Giovanni Chincarini: «Il mio assistito è stato solo molto fortunato», ribadisce, «e non ha commesso il reato di riciclaggio così come viene ipotizzato dalla procura».

Il suo assistito, infatti, è accusato di aver comprato i biglietti vincenti, attraverso il reato di accesso abusivo al sistema informatico di Lottomatica. In base alle informazioni ricevute dai dipendenti della società concessionaria del Gratta e Vinci a Roma, il quarantenne si sarebbe recato in due tabaccherie tra il Modenese e Garda e avrebbe acquistato un pacchetto di biglietti, tra i quali c’erano i due milionari. Proprio per prevenire eventuali fughe di danaro poi irrecuperabili, il pm Alberto Sergi ha chiesto e ottenuto il 20 aprile scorso dal gip Giuliana Franciosi il sequestro preventivo di poco meno di 2.400.000 euro, pari alla vincita di 3 milioni detratto il 20 per cento delle imposte Il primo biglietto vincente da un milione di euro è stato acquistato dal brasiliano tra il 5 e il 13 gennaio scorsi in una tabaccheria del Modenese gestito da un cinese mentre il secondo « Gratta e vinci» da due milioni è stato ritirato tra il 18 febbraio e 24 febbraio in una tabaccheria di Garda.

Il brasiliano R.G.T.. 40 anni, residente nel Mantovano, sta vivendo queste ore con particolare tensione. Si è visto sequestrare la somma vinta, dai suoi conti da un momento all’altro. «Era al supermercato e il suo bancomat non ha più funzionato», rivela il legale, «non ha neanche potuto pagarsi la spesa». Ora il quarantenne, sposato, una figlia, sta attendendo l’esito dell’indagine e mantiene un profilo basso, chiedendo di mantenere il suo anonimato. Nell’inchiesta della procura di Verona, è indagato anche un quarantasettenne di Caprino che ha accompagnato il brasiliano all’incasso del secondo biglietto da due milioni di euro, nella filiale della Bpm di Peschiera del Garda.

E proprio lì si è proceduto al sequestro di 2.311.971, in quanto quasi 90.000 euro erano già stati spesi dal piastrellista brasiliano per acquisti di beni di prima necessità oltre che per una non meglio specificata donazione di 80.000 euro. Il quarantenne prosegue la sua vita di tutti i giorni come se nulla fosse successo. Continua il suo lavoro di piastrellista, in attesa di decidere come impostare il futuro della sua vita.

Giampaolo Chavan