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21.05.2020

Nicotra lascia i subacquei a terra

La prima riunione del tavolo tecnico che fisserà le nuove regole per immergersi sarà domani
La prima riunione del tavolo tecnico che fisserà le nuove regole per immergersi sarà domani

Sub ancora fermi a Torri. Il sindaco Stefano Nicotra ha infatti prolungato almeno fino al prossimo 2 giugno il divieto di immersioni nelle acque del lago che bagnano il territorio comunale. Nello specifico, si legge nell'ordinanza numero 38 del 2020, «È vietata ogni attività subacquea ricreativa fatta eccezione per quella che comporti un’urgente necessità, che dovrà essere autorizzata da questa autorità (il Comune di Torri del Benàco, ndr)». Continua perciò il pugno di ferro del primo cittadino torresano nei confronti dei sommozzatori, iniziato dopo il drammatico episodio accaduto il 7 maggio corso quando un ventisettenne ha rischiato di perdere la vita durante un'immersione. Da allora lungo il tratto di costa di Torri nessuno può esplorare i fondali del lago. «Per riaprire ai subacquei servono regole certe e chiare, e soprattutto da rispettare in maniera rigorosa», precisa il sindaco, il quale ha annunciato che sono allo studio le norme da seguire per tornare a immergersi nel Garda. L'intento è creare un tavolo tecnico di lavoro formato da cinque esperti del settore, più il sindaco stesso, che possano dettare le linee guida di un regolamento aggiornato. La prima riunione è fissata già domani. A seguire ci saranno altri incontri che si terranno entro una decina di giorni al massimo. «La nostra volontà è quella di riaprire ai sub ma per farlo servono regole precise e lo svolgimento dell'attività in piena sicurezza», spiega Nicotra. «Riaprirò solo attraverso un'ordinanza specifica e, ripeto, con regole stringenti, che verranno fatte rispettare anche con un aumento dei controlli». Il sindaco però precisa che «se non ci saranno le condizioni sufficienti, l'attività non verrà riaperta, con buona pace di coloro che in questi giorni mi hanno insultato e offeso sui social per la mia decisione di fermare l'attività subacquea. Sono pronto a mantenere il divieto anche fino alla fine dell’anno se sarà necessario». La mente ritorna all'incidente accorso due settimane fa al sub. «L'ho visto e vissuto in prima persona. Non voglio più assistere a scene come quella. Basta a sub morti o vivi per miracolo», afferma Nicotra, ricordando anche gli altri drammatici episodi accaduti negli anni scorsi dove più di un sub ha perso la vita, tra cui anche Alberto Tomei, già presidente di Ags, deceduto a causa di un malore dopo un'immersione nel dicembre 2017. In merito alla dinamica sempre dell'incidente del 7 maggio scorso, il sindaco di Torri precisa inoltre che il sub che era assieme al compagno durante l'immersione, «ha portato a riva il ragazzo ma, una volta a terra, sono stati tre cittadini torresani (Silvia, Paolo ed Enrico Vedovelli, ndr) e i sanitari a prestare i soccorsi, con il nostro vigile urbano Paolo Loncrini che ha chiamato il 118, e non il subacqueo che era assieme all'infortunato». Nicotra ha inoltre precisato alcuni aspetti riguardanti le seconde case. L'articolo 1 comma 2 del decreto legge 33 del 16 maggio specifica che fino al 2 giugno sono vietati gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute». Coloro che vivono in Veneto, quindi, possono spostarsi liberamente nell'abitazione di villeggiatura. Per le persone invece che risiedono fuori regione possono raggiungere la seconda casa a Torri solo se hanno la casa di proprietà e un componente della famiglia ha il domicilio o la residenza nel paese gardesano. Una volta arrivati a destinazione, inoltre, devono rimanere a Torri almeno fino al 2 giugno o comunque fino al nuovo decreto che, se l'emergenza Covid-19 rientrerà ulteriormente, consentirà di spostarsi anche fuori dai confini regionali. •

Emanuele Zanini
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