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08.06.2019

Mortale, le indagini sul seggiolino

La Ford fiesta guidata da Souad e finita contro il muretto del Belfiore park hotel. A causa del tremendo urto hanno perso la vita il figlio della conducente e la zia di 26 anni
La Ford fiesta guidata da Souad e finita contro il muretto del Belfiore park hotel. A causa del tremendo urto hanno perso la vita il figlio della conducente e la zia di 26 anni

Forse chi era seduto nei sedili posteriori ed è morto a causa del tremendo urto, non aveva allacciato le cintura. Forse il seggiolino del bimbo di soli 22 mesi non era stato ben legato al sedile posteriore. Sono i terribili, inquietanti interrogativi sui quali stanno indagando i carabinieri della compagnia di Caprino per far luce sull’incidente mortale di due giorni fa, davanti all’hotel Belfiore park in via Zanardelli a Brenzone a poche centinaia di metri dal Municipio. In quello scontro, hanno perso la vita Fatima Zahra e il piccolo Amir, seduti sui sedili posteriori della Fiesta. Alla guida del veicolo, c’era la madre del bimbo, Souad, 25 anni che se l’è cavata con qualche frattura e non corre alcun pericolo di vita. Fino a ieri mattina era ancora ricoverata in ospedale in forte stato di choc. È andata ancora meglio allo zio del piccolo Moussa che è uscito miracolosamente illeso dal veicolo forse perchè aveva allacciato le cinture. Non ci sono congetture di sorta, invece, sulla dinamica dell’incidente. I carabinieri ieri hanno visionato i filmati dell’incidente, ripresi dalle telecamere installate su via Zanardelli e si vede chiaramente, fanno sapere i militari, l’auto di Souad occupare la corsia opposta e poi andare a sbattere in modo violento contro il muretto che delimita la proprietà del park Hotel Belfiore. I militari dell’Arma non hanno trovato alcun segno di frenata nè hanno visto nel filmato un tentativo disperato della donna di evitare l’impatto violentissimo contro il muro. «Un colpo di sonno» è la sentenza finora emersa dalle indagini degli investigatori anche se l’orario della fuoriuscita di strada, le 19, sembra mal conciliarsi con una motivazione di questo genere. A rivelarlo, trapela dagli investigatori, è stata la stessa donna sentita dai carabinieri, subito dopo l’incidente. Ci vorrà tempo, però, per stabilire se e quali responsabilità penale ci sono state nell’incidente che, in caso affermativo, riguarderebbero solo la madre del bimbo di 22 mesi. Restano altri nodi da sciogliere sui quali ieri gli investigatori sono rimasti abbottonatissimi. Non si sa, per esempio, cosa ci faceva la famiglia di marocchini, composta dalle due sorelle, cognato e piccolo di 22 mesi sulla strada che da Brenzone porta a Malcesine. I quattro, infatti, risiedono a Novellara in provincia di Reggio Emilia anche se poi è emerso che il piccolo Amir era nato nella clinica Pederzoli di Peschiera il 15 agosto 2017. Il pm Gennaro Ottaviano non ha disposto il sequestro dell’auto perchè la dinamica dell’incidente è oramai chiara, certificata dalle riprese delle telecamere sistemate sulla strada. Si attende, inoltre, per oggi anche il nullaosta alle esequie del piccolo e della zia. Serviranno pochi giorni ancora per chiudere l’inchiesta dei carabinieri, poi il sipario potrà calare su questa tragedia della strada resa più atroce con la morte del piccolo Amir. •

Giampaolo Chavan
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