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09.06.2019

Mortale, la mamma non sa che il suo unico figlio è morto

La scena dell’incidente presentatasi ai soccorritori e verificatosi giovedì in via Zanardelli a Brenzone con il decesso del bimbo di 22 mesi e zia
La scena dell’incidente presentatasi ai soccorritori e verificatosi giovedì in via Zanardelli a Brenzone con il decesso del bimbo di 22 mesi e zia

Fino a ieri, Souad Kiass, 25 anni, non sapeva che il suo unico figlio di soli 22 mesi è morto sul colpo. Sono stati i medici dell’ospedale di borgo Trento a Verona a consigliare di non rivelare il tragico epilogo dell’incidente ai parenti in visita alla giovane marocchina, ricoverata da giovedì sera. Souad, impiegata come barista in un locale di Malcesine, è ancora sotto forte choc e i sanitari hanno chiesto di non complicare ulteriormente il suo stato di salute. La venticinquenne è ricoverata in prognosi riservata ma non è in pericolo di vita. Il violento urto le ha provocato un trauma toracico, causandole la frattura delle costole che a loro volta le avrebbero perforato il polmone. Il suo piccolo di ventidue mesi, invece, è morto subito a causa del trauma cranico provocato dal violento impatto tra il muretto e l’auto guidata dalla madre Souad. Amir Moujab avrebbe avuto, inoltre, le cinture allacciate così come il seggiolino è rimasto legato al sedile posteriore della Ford Fiesta. Sono i primi dati, emersi dagli accertamenti dei carabinieri della compagnia di Caprino, coordinati dal pm Gennaro Ottaviano sull’incidente verificatosi giovedì verso le 19 in via Zanardelli a Brenzone. Quell’impatto è risultato fatale al piccolo Amir e a sua zia e cognata della conducente, Fatima Zahra, 25 anni, morti sul colpo mentre la mamma del piccolo Souad e lo zio Moussa si sono salvati per miracolo. Nonostante tutti gli accorgimenti presi per il suo piccolo e per la sorella Fatima, anche lei forse con le cinture allacciate, la venticinquenne, residente a Novellara in Emilia, è ora iscritta nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio stradale colposo. Un atto dovuto, spiegano gli investigatori dal tribunale, come d’altro canto succede in tutti i casi di scontri mortali. Non si sa ancora qual è stato il motivo dello scontro tra la Ford fiesta e il muretto che delimita la proprietà del Belfiore park hotel. La stessa donna avrebbe rivelato ai militari dell’Arma subito dopo lo scontro, come già riferito ieri che è stato un colpo di sonno a tradire la sua guida e a farle perdere il controllo della Ford Fiesta poi finita fuoristrada. «A questo punto», rivelano gli investigatori, «che sia stato un colpo di sonno o una distrazione, cambia molto poco». Ora bisognerà attendere solo gli esami della conducente per verificare la presenza di alcol nel sangue. La procura non ha disposto il sequestro dell’auto una volta che è stato accertata la dinamica dell’incidente, emersa dalle riprese delle telecamere installate sulla strada che da Brenzone va a Malcesine. Il pm Ottaviano, invece, ha disposto già due giorni fa il nulla osta alle esequie del piccolo Amri e di Fatima Ieri è poi emerso che la famiglia di marocchini residenti da pochi mesi a Dro nel Trentino, trasferitisi da Novellara vicino a Reggio Emilia, stava tornando a casa dopo un pomeriggio trascorso al centro commerciale di Affi. Si erano recati nell’entroterra gardesano per fare acquisti utili proprio ad Amir. Tutta la comunità musulmana del Trentino si è stretta attorno alle famiglie delle vittime. Ieri sono stati presi i primi contatti con il consolato per il trasferimento della salma di Fatima Zahra in Marocco. Il piccolo, invece, verrà sepolto nel cimitero di Arco sempre in Trentino nella parte riservata agli atei. «Era un bambino bellissimo» ha dichiarato uno zio a «Il Trentino», «si divertiva a venire a casa nostra a giocare». •

G.CH.
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