Sulla Gardesana

La madre del 14enne travolto da una moto: «Mio figlio investito e noi senza soldi, aiutateci»

Soccorsi Il quattordicenne è stato trasferito all’ospedale di borgo Trento con l’elicottero di Verona emergenza
Soccorsi Il quattordicenne è stato trasferito all’ospedale di borgo Trento con l’elicottero di Verona emergenza
Soccorsi Il quattordicenne è stato trasferito all’ospedale di borgo Trento con l’elicottero di Verona emergenza
Soccorsi Il quattordicenne è stato trasferito all’ospedale di borgo Trento con l’elicottero di Verona emergenza

«Ho sentito un botto e poi ho visto qualcosa di nero volare in aria. Era il corpo di mio figlio. Me ne sono accorta quando sono scesa in strada e ho visto una scena che non dimenticherò: lui era a terra, fermo, a oltre dieci metri dal punto dell’impatto con la motocicletta. È stato terribile». Chi parla è la mamma del quattordicenne investito martedì a Cassone sulla Gardesana. Ha visto in diretta il terribile incidente in cui è stato coinvolto il figlio, ricoverato ancora in gravi condizioni all’ospedale di Borgo Trento. Ora sta vivendo un incubo. Il ragazzo è ricoverato da tre giorni in terapia intensiva nel nosocomio di Verona, senza più la milza e con fratture multiple a causa del violentissimo impatto con una moto, guidata da un malcesinese di vent’anni, che lo ha investito, vicino alle strisce pedonali, in pieno centro della frazione di Malcesine.

«I medici ci hanno detto che se tutto andrà bene potrà tornare a camminare tra un anno, forse di più», rivela la donna, disperata, che inoltre lancia un appello a tutta la comunità per avere un aiuto per riuscire ad andare avanti. «Io e mio marito siamo in difficoltà». «Oltre a lui abbiamo altri quattro figli. Abbiamo dovuto metterci in aspettativa dal lavoro per accudire i nostri figli. Chiediamo aiuto a chi può. Già facciamo fatica ad arrivare a fine mese. Ora è ancora più dura».

L’investimento. Ma mentre racconta la terribile situazione che il figlio investito e tutta la sua famiglia stanno vivendo,  la madre rivive i drammatici momenti dello schianto: «Pochi istanti prima dell’incidente ero assieme a lui. Stavamo tornando a casa dalla farmacia. Abitiamo vicini al punto dove è accaduto il fatto. Prima di salire in casa mio figlio mi ha detto che aveva sete. Invece di salire ha preferito attraversare la strada per bere alla fontana pubblica che si trova di là della Gardesana» racconta Helmchen.

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Poi il dramma. «Nel frattempo ero arrivata a casa e dal balcone ho sentito quel botto...». Poi la corsa in ospedale con l’elicottero del 118 che l’ha trasportato a Borgo Trento. Ora la giovane mamma, con il figlio minorenne ricoverato in terapia intensiva, è stata costretta a trasferirsi al Polo Confortini, dove accudisce il figlio 24 ore su 24. «È davvero vivo per miracolo. Ho costantemente fissato nella mente quell’incredibile volo. Lo vedo soffrire minuto dopo minuto. È terribile. Si lamenta per gli atroci dolori causati dal tremendo impatto con la moto e l’asfalto. I medici gli danno della morfina per cercare di lenire il dolore». La madre è un fiume in piena: «Ha fratture alle tibie di entrambe le gambe, al viso e alla fronte, alle costole, emorragie interne all’altezza dell’addome. Gli hanno dovuto asportare la milza. Ora è a rischio di infezioni. Ci hanno parlato di un complesso e lunghissimo percorso di riabilitazione. Se andrà tutto bene ci vorrà almeno un anno perché si rimetta in piedi, forse di più».

Aiuti. «Per farlo serviranno diversi soldi, tra fisioterapisti, apparecchi sanitari e altro ancora. Ma al momento non abbiamo la disponibilità economica sufficiente. Già così fatichiamo ad andare avanti. In più ho sospeso il lavoro di cameriera e ora rischio di perderlo», afferma affranta. «Mio marito a sua volta si è messo in aspettativa dalla fabbrica per rimanere a casa ad accudire gli altri quattro figli, ma siamo allo stremo. Facciamo fatica perfino a fare la spesa. Qualche amico ci sta aiutando ma purtroppo non basta. Mi appello a chiunque vorrà darci una mano. Ci contatti. Ne abbiamo disperato bisogno», afferma la donna, che lascia anche il numero di cellulare per eventuali aiuti. (328.5849652). Poi torna a ripensare a quei terribili attimi con il violentissimo impatto tra la moto e il corpo di suo figlio. «Cinque minuti prima ridevamo e scherzavamo in macchina. Dopo pochi istanti me lo sono ritrovato in mezzo alla strada, immobile. Non lo dimenticherò mai. Ora voglio solo che questo incubo finisca il prima possibile». •.

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Emanuele Zanini