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14.07.2019

Microplastiche, il Garda diventa lago pilota

La Goletta dei laghi in funzione anche in queste ore sul lago di Garda verifica lo stato di salute delle acque
La Goletta dei laghi in funzione anche in queste ore sul lago di Garda verifica lo stato di salute delle acque

È iniziata venerdì e si conclude questa mattina la tappa gardesana della Goletta dei laghi, quattordicesima campagna itinerante di Legambiente per il monitoraggio dello stato di salute degli ecosistemi lacustri, dal nord al sud Italia. Ai campionamenti microbiologici effettuati lungo le coste alla foce di rii e torrenti dove storicamente è maggiore la concentrazione di batteri fecali (indicatori di scarichi abusivi non depurati), da quattro anni Legambiente affianca i campionamenti per l’analisi sulla presenza di microplastiche effettuati a bordo di una barca a vela. I risultati delle analisi microbiologiche saranno illustrati domani, mentre quelli relativi alle microplastiche saranno disponibili in autunno: in questo caso le ricerche saranno eseguite da Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) per quanto riguarda la concentrazione e caratterizzazione dei frammenti. L’Istituto di ricerca sulle acque del Consiglio nazionale delle ricerche (Irsa-Cnr) indagherà la natura dei microrganismi attaccati alle microplastiche, la «plastisfera», potenziale veicolo di elementi patogeni dannosi per l’ecosistema e per l’essere umano. Sul Benaco, la raccolta dei campioni per le microplastiche è avvenuta lungo sei transetti (segmenti) indicati da Enea e spartiti tra alto medio e basso lago, sia sulle acque superficiali che - novità di quest'anno - andando fino a 50 metri di profondità. Nel 2018, il Garda aveva una densità media di oltre 36mila particelle di plastica per chilometro quadrato (erano 25mila nel 2016 e 10mila nel 2017), il lago Maggiore oltre 100mila, il lago d’Orta quasi 63mila, il Lario circa 28.500 e l’Iseo 11.500. «Al momento non siamo in grado di dire se un lago è più inquinato di un altro, perché i dati dipendono da vari fattori come correnti, venti e concomitanza di fenomeni atmosferici», osserva Simone Nuglio, responsabile della Goletta dei laghi. Sebbene non si possano trarre facili conclusioni, alcuni risultati fanno riflettere: nel 2017, ad esempio, il transetto con maggiore densità di microplastiche era stato individuato tra Bardolino a Lazise, in uno dei punti più antropizzati della porzione veneta del lago. In questi anni la campagna di Legambiente ha rilevato che le microplastiche aumentano anche a valle degli impianti di depurazione: ciò significa che ci sono ancora cattive abitudini da combattere (come gettare nel wc i rifiuti) ma anche azioni virtuose da promuovere come privilegiare l’acquisto di vestiti in tessuto naturale oppure chiudere i capi sintetici in un sacchetto di cotone prima di inserirli in lavatrice, in modo che le microfibre che si staccano rimangano intrappolate nell’involucro e possano essere raccolte al termine del lavaggio. Dall’indagine sulle microplastiche nei laghi è nato il progetto europeo Blue Lakes, che prenderà il via nei prossimi mesi. «Il Garda è tra i laghi pilota di questo progetto», conclude Nuglio, «che prevede azioni integrate di monitoraggio, informazione e sensibilizzazione verso i cittadini e le pubbliche amministrazioni per promuovere buone pratiche di governance». •

Katia Ferraro
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