CHIUDI
CHIUDI

17.03.2019

Un unico segretario per Brenzone e Malcesine

I Comuni di Brenzone e Malcesine continueranno ad avere lo stesso segretario comunale. Il consiglio comunale del secondo paese dell’alto lago ha prorogato l’accordo con il centro più a nord della sponda scaligera per mantenere la collaborazione con Giorgio Consolaro, attuale dirigente nei due paesi. «Con la delibera del 27 aprile 2017», ha spiegato il sindaco, Tommaso Bertoncelli, «questa amministrazione aveva approvato lo schema di convenzione per la gestione associata del servizio del segretario comunale con Malcesine. La convenzione è scaduta il 31 dicembre 2018. Dato atto che il servizio associato è risultato soddisfacente per entrambi i Comuni e ha comportato un importante risparmio dei costi, appare opportuno procedere alla proroga e al rinnovo della convenzione fino al 31 dicembre 2020 in modo da assicurare ad entrambi gli enti la funzionalità del servizi». E visto che Malcesine ha 3 mila 685 abitanti e Brenzone 2 mila 464, il Comune di Malcesine è confermato quale Comune capo-convenzione per tutte le finalità del rapporto associato. La convenzione è stata votata però solo dalla maggioranza del sindaco Bertoncelli. Secondo la minoranza guidata da Davide Benedetti, infatti, «vista la scadenza al 31 dicembre, non si capisce come sia possibile fare una proroga di un accordo che tecnicamente è già scaduto», come hanno fatto notare sia il capogruppo, Benedetti, che la collega, Michela Donatini. Inoltre, secondo la minoranza, «sarebbe stato preferibile arrivare con la convenzione a fine 2019, visto che il 26 maggio 2019 ci sarà il rinnovo delle due amministrazioni comunali». Alla prima questione ha risposto Consolaro. «Tecnicamente», ha detto, «la convenzione è scaduta ma non è decaduta, né cessata finché la Sezione regionale dell'agenzia autonoma per la gestione dell'Albo dei segretari comunali e provinciali non la dichiara estinta. Visto che ciò non è avvenuto, siamo ancora in tempo a fare questa proroga o il rinnovo dell’accordo». I tre di minoranza hanno preferito comunque astenersi, vista anche la seconda questione sollevata, prettamente politica, e cioè la presunta «non opportunità» di fare arrivare l’accordo fino a fine 2020 vista la scadenza del mandato amministrativo dell’attuale maggioranza. In ogni caso, tra le cause di scioglimento della convenzione, c’è anche la possibilità di «recesso unilaterale di uno dei Comuni, da adottarsi con deliberazione consiliare e con effetto decorsi 60 giorni dall« notificazione del provvedimento all'altro Comune». •

G.M.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1