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17.09.2019

Quaranta barche per salvare l’ospedale

Alcuni slogan che si leggevano sulle barche che hanno partecipato alla manifestazione
Alcuni slogan che si leggevano sulle barche che hanno partecipato alla manifestazione

«A gonfie vele per il nostro ospedale». «Ospedale, barra e dritta». «A vele spiegate per il nostro ospedale». E ancora: «Potenziamo il servizio pubblico». «Uniti per l'ospedale». Sono gli slogan apparsi su striscioni issati su parte della quarantina di imbarcazioni che domenica pomeriggio hanno navigato sul lago, chi da Paina, chi da Cassone, verso Val di Sogno, fino alla spiaggetta che si trova sotto alla struttura sanitaria. Barche a vela, a motore, motoscafi, ma anche bisse, canoe, tavole da surf, oltre a natanti della Fraglia Vela, ma anche della Dirlindana e altre associazioni, e perfino l'antico veliero della Siora Veronica. In tanti hanno voluto partecipare alla manifestazione organizzata dai gruppi consiliari di minoranza di Malcesine e Brenzone – Vivere Malcesine, Malcesine 2.0 e Innovazione e tradizione per Brenzone, tutti presenti – per tenere alta l'attenzione sulla situazione dell'ospedale dell'alto Garda veronese. Erano oltre duecento le persone presenti, tra coloro che erano sulle barche e chi era a riva, tra cui i pazienti poliomielitici con rappresentanti del Licssom, Libero comitato spontaneo salvataggio ospedale di Malcesine e Antonino Vetrano, che ha partecipato però a titolo personale e non come presidente dell'Aidm, Associazione interregionale disabili motori. Un evento organizzato per chiedere il mantenimento e il potenziamento dei servizi ospedalieri, la riapertura dei reparti momentaneamente sospesi, ma soprattutto per mantenere pubblici il servizio delle emergenze con l'ambulanza, il punto di primo intervento e l'operato generale del nosocomio. «Tutti gli operatori stanno svolgendo egregiamente da sempre il loro lavoro, perché cambiare ciò che funziona?», si domandano i consiglieri di opposizione. Che però sottolineano: «La nostra intenzione è di unire gli sforzi e non dividere le parti, vogliamo andare oltre i colori politici, le maggioranze e le minoranze. Insieme vogliamo cambiare rotta sul modo di approcciarsi a tutto ciò che riguarda il bene pubblico e la tutela dei diritti dei cittadini». I manifestanti hanno ringraziato anche l'Ulss 9 Scaligera e il direttore Pietro Girardi, che pur non potendo partecipare all'iniziativa, ha mandato i propri saluti, ha ribadito che continua l'impegno dell'azienda sanitaria nella ricerca di operatori sanitari e medici disposti a lavorare a Val di Sogno. Perché la carenza di personale rimane la principale causa delle difficoltà in cui si trova l'ospedale. «Una manifestazione», insistono i consiglieri di minoranza dei due paesi dell'alto Garda, «a sostegno del nostro ospedale e nata per unire e non dividere». Nelle scorse settimane gli stessi gruppi consiliari avevano raccolto oltre tremila firme sempre per sostenere l'ospedale e scongiurare l'esternalizzazione del servizio emergenza. Attraverso alcune riunioni tra gli amministratori e Girardi è nata poi la necessità di istituire un tavolo di lavoro tra le parti in causa. Ma le manifestazioni non si fermano qui. Domani sportivi in parapendio si lanceranno dalla vetta del Monte Baldo fino ala piazzola di atterraggio di Campagnola, a nord di Malcesine, per firmare in aria la petizione contro il servizio di esternalizzazione delle emergenze. Infine, a ottobre – la data esatta deve ancora essere fissata – sul tema verrà organizzata dalle minoranze di Malcesine e Brenzone un'assemblea pubblica a cui verranno invitati amministratori, assessori regionali, associazioni locali, esperti ospedalieri. •

Emanuele Zanini
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