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01.08.2019

Ospedale, il Pd non ci sta: «Subito gli 80 posti letto»

La neo consigliera regionale del Pd,  Annamaria Bigon
La neo consigliera regionale del Pd, Annamaria Bigon

Otto consiglieri regionali in campo per mantenere alta l’attenzione sull’ospedale di Malcesine. Con l’interrogazione depositata alcuni giorni fa a Venezia, la veronese e neoeletta in consiglio Annamaria Bigon, del Partito Democratico, ha scritto alla giunta sulla situazione dell’unica struttura pubblica della riviera veronese del Garda. Assieme a quella del giovane avvocato veronese ci sono state le firme della collega, anche lei scaligera, Orietta Salemi, e poi di altri membri del Pd in consiglio regionale, ovvero Graziano Azzalin, Bruno Pigozzo, Claudio Sinigaglia, Andrea Zanoni, Francesca Zottis e Cristina Guarda. Quest’ultima, della lista Moretti Presidente, nei mesi scorsi era venuta in sopralluogo a Malcesine e aveva depositato sia interrogazioni che un ordine del giorno che impegnava la giunta a mantenere 80 posti letto. La Direzione delle professioni sanitarie dell’Ulss 9 ha ridotto i posti letto dell’ospedale di Malcesine da 80 a 58, a partire da lunedi 1 luglio. Motivo? La «mancata sostituzione di una decina tra infermieri e operatori socio sanitari a causa di svariate cessazioni, assenze per malattia e trasferimenti», e la difficoltà nel reperire o «l'assenza di personale medico e infermieristico disposto ad accettare l'assunzione a Malcesine». Una decisione mal digerita sui banchi della sinistra in Regione. «L'ospedale», ha scritto Bigon, «è un punto di riferimento sanitario per l’Alto Garda: fornisce servizi e cure non solo a beneficio dei residenti di tre Comuni (Torri, Brenzone e Malcesine) ma risponde alle esigenze di un cospicuo flusso turistico che raggiunge, nel periodo compreso tra maggio ed ottobre, circa tre milioni di presenze. I sindaci dei Comuni interessati hanno ripetutamente rivolto appelli e richiami alla direzione dell’Ulss 9 perchè proceda urgentemente alla corretta e integrale applicazione delle schede ospedaliere, oltre che al ripristino dell’attività dei 12 posti letto di riabilitazione cardiologica, chiusa dal novembre 2018». Nella missiva appaiono anche delle ricette: «Tra le ipotesi avanzate dagli amministratori e dallo stesso Direttore dell’Ulss 9», ha ripreso la Bigon, «per far fronte alla carenza di personale vi è quella del riconoscimento di benefit per agevolare l’arrivo di operatori sanitari, infermieri e medici». Di qui, tre richieste degli otto consiglieri regionali. Primo. «Intervenire per l’attuazione urgente di quanto previsto dalle schede ospedaliere, oltre che per il ripristino dei 12 posti letto e la riattivazione dell’attività di riabilitazione cardiologica». Secondo: «Prevedere forme di incentivo per agevolare l’accettazione dell’ospedale di Malcesine come sede lavorativa da parte di medici, infermieri e operatori socio-sanitari». Terzo: «Attivarsi per la rapida costituzione, in accordo con l’Ulss 9, di una Commissione tecnica composta da membri della Regione Veneto, dell’Ulss e dai sindaci, per stabilire i contenuti minimi del bando per l’affidamento della gestione di servizi dell’ospedale di Malcesine». «È urgente», ha chiuso Bigon, «soprattutto lavorare per dare un futuro alla struttura. Creare una Commissione con gli amministratori locali, due per Comune in rappresentanza uno della maggioranza e uno della minoranza, è essenziale se si vogliono creare le condizioni per un potenziamento dell’ospedale, in accordo con le esigenze che gli amministratori locali evidenzieranno. Così sì che si ascolta e si fa la volontà del territorio». •

Gerardo Musuraca
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