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09.06.2019

Malcesine, torna
il primo intervento
24 ore su 24

Una vista dal lago dell’ospedale di Malcesine
Una vista dal lago dell’ospedale di Malcesine

La versione finale delle schede ospedaliere mette ordine anche ai posti letto e alle dotazioni di Malcesine, a cui restituisce la funzione 24 ore su 24 per il Punto di Primo Intervento e conferma gli 80 posti letto, oltre ai nuovi 12 posti di Ospedale di Comunità. La buona e definitiva notizia arriva da Venezia dove, pochi giorni fa, è stato posto rimedio a vari errori rispetto alla prima versione del documento che regolerà, per i prossimi anni, la sanità di circa 5 milioni di persone.

Per quanto riguarda Malcesine sono state recepite le richieste dell'allora sindaco di Brenzone, Tommaso Bertoncelli, del vicesindaco reggente di Malcesine, Claudio Bertuzzi e del sindaco di Torri, Stefano Nicotra. Oltre a loro, anche la minoranza guidata da Martina Gasparini aveva scritto documenti segnalando l'iniziale assenza di 30 posti letto rispetto al numero totale e la «sparizione» della riabilitazione cardiologica. Un movimento di amministratori locali che, grazie al sindaco di Nogara, Flavio Pasini, presidente della Conferenza dei Sindaci, era riuscito ad inviare alla Quinta Commissione (quella che ha il compito di fare le audizioni e revisionare le schede, n.d.r.) le istanze di correzione poi accolte in pieno. Risultato: tutte le istanze degli amministratori locali sono state recepite da Venezia e ora Malcesine è dotato di 50 posti letto con la specifica aggiunta di 30 «addizionali» dedicati a pazienti extraregionali, dedicati sia agli esiti della post-poliomielite che ad «attività di riabilitazione multidisciplinare».

Ma non è tutto. La scheda di Malcesine, contenuta nella delibera di giunta numero 614, conferma anche la «possibilità di concessione a soggetto privato accreditato» della gestione dell'ospedale. Cosa che avevano chiesto i sindaci in accordo col direttore della Ulss 9 per evitare i continui problemi di gestione e di carenza di personale per cui proprio la Ulss 9 aveva proposto un piano di contrazione dei posti letto, suscitando proteste. E, soprattutto, aveva chiuso la riabilitazione cardiologica dal novembre 2018 per il venir meno di quattro cardiologi, tra trasferimenti e licenziamenti. Le nuove schede, comunque, non precludono la possibilità di riaprire la riabilitazione cardiologica, «cosa che darebbe certezze e garanzie di maggiore sicurezza clinica anche al PPI e ai ricoverati, oltre che consentire una serie di esami e visite anche per pazienti esterni quali ecocardiogrammi, test da sforzo e Holter», come hanno sottolineato Tommaso Bertoncelli, Stefano Nicotra e Claudio Bertuzzi. 

Gerardo Musuraca
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