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15.03.2020

A Malcesine compare un «becco»: «È un segno, allontana il male»

Cosa ci fa un «becco nano», cioè un caprone di dimensioni ridotte, in giro per le strade di Malcesine, in pieno centro storico? Il Coronavirus fa strani scherzi sul lago di Garda. Se è infatti vero che in giro per le strade, soprattutto nell'alto, non c'è più neanche un cane, in compenso ora c'è un caprone.

 

Ma non uno qualsiasi: è un «becco», un discendente della così detta capra domestica (Capra hircus), di cui appunto l'esemplare maschio è detto becco, capro, caprone o, più raramente, irco. L'animale pare stia girovagando per il centro del comune più a nord della provincia di Verona da sabato sera e sui social gira un video di poco più di un minuto nel quale un ignoto guidatore, a bordo di una auto bianca, apparentemente una vecchia Panda, domenica mattina segue l'animale e lo mostra mentre scappa qua e là nelle vie del paese.

Ma perchè c'è questo «becco» in paese? A spiegarlo è lo stesso ignoto autore del video che, parlando mezzo in dialetto e mezzo in italiano, mette in relazione la presenza del «becco» con la credenza popolare che questo animale, con la propria puzza, metta in fuga chiunque, compreso il male e quindi anche «virus e batteri compreso il Coronavirus».

 

Finora a Malcesine si è registrato un solo caso di una signora trovata positiva al Coronavirus ma l'annuncio della conferma diagnostica dalla Ulss 9 è di diversi giorni fa, ovvero da ben prima del presunto «passaggio salvifico e purificatore» del «becco» di color marrone chiaro e scuro. La Polizia Locale, interrogata sul punto, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali e, telefonicamente, non senza un po' di imbarazzo, ha smentito che ci sia l'animale che gira in paese. L'agente in servizio si è limitato ad affermare che, «al momento, in paese non gira nessun animale, ma stiamo facendo verifiche», prima di interrompere la comunicazione. Comunque sia, per la legge ebraica la capra è un animale "pulito" e può essere macellato per onorare un ospite importante, oltre che per celebrare alcuni tipi di sacrifici. Anticamente venivano scelte due capre: una veniva sacrificata e l'altra lasciata fuggire, portando con sé i peccati dell'intera comunità. Da quest'usanza deriva il concetto di "capro espiatorio". Nel Nuovo Testamento, Gesù paragonò invece i suoi veri seguaci alle pecore, e i falsi seguaci alle capre. Per non parlare di Vittorio Sgarbi, vulcanico politico che non manca mai di dare della «capra» al suo interlocutore nelle discussioni.

 

A Malcesine, secondo chi ha girato il video, il caprone sarebbe stato utile in passato per debellare la peste in paese. Resta da vedere chi lo ha liberato e che fine farà il povero animale. Verosimilmente, oltre che per burla, qualche «scienziato» dell'alto Garda sta sperimentando questa nuova «cura» contro il Coronavirus contravvenendo però alla legge visto chei decreti in vigore non autorizzano giri in auto a seguito dei caproni. Per il momento, non è dato sapere se la «nuova terapia» funzioni ma, nei prossimi giorni, in base ai contagi, il mistero sarà svelato. Magari, in caso di «riscontri scientifici» favorevoli, al posto di animali domestici quali cani o gatti, la gente si doterà del «becco nano» di Malcesine. 

Gerardo Musuraca
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