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07.08.2020 Tags: Lazise

Maria batte
il covid e spegne
cento candeline

Maria Zenato (foto Pecora)
Maria Zenato (foto Pecora)

Maria Zenato ha mantenuto la promessa fatta a se stessa e a Lazise grazie alla tempra e al carattere d’acciaio che ha sempre avuto: raggiungere la meta del secolo. E ci è riuscita nonostante il Covid-19 che l'ha costretta al ricovero per circa un mese alla clinica Pederzoli di Peschiera.

 

Maria Zenato

 

A far festa con lei alla casa di riposo comunale di Corso Cangrande 7 oltre ai quindici ospiti in ottima salute, uno stuolo di nipoti giunti da Novara per questo avvenimento, il sindaco Luca Sebastiano, l'assessore Elena Buio, la presidente e la direttrice della cooperativa Spazio Aperto che gestisce la struttura, il parroco don Lanfranco Magrinelli e la presidente dell’Associazione anziani Lazise Vittoria Pachera.

Nel cortile antistante, rispettando le distanze obbligatorie previste dalle vigenti norme anti Covid-19, uno stuolo di amici e conoscenti di Maria Zenato che con grande commozione ha salutato tutti perfino cantando a squarciagola «Tanti auguri».

 

Applausi, cori, incoraggiamenti dei presenti per Maria che ricorda tutta la sua vita come un film, nitidamente e con dovizia di particolari. «Quello che ho trascorso durante la malattia è stato un periodo peggiore di quello bellico: ero rinchiusa in ospedale con l'ossigeno alla bocca per poter respirare», ha raccontato commossa la festeggiata. «Ero sola, con tanta gente che mi girava intorno, con le maschere sulla bocca, irriconoscibili. E tutto intorno dolore e anche morte. Un vero campo di concentramento. Neanche con “Pippo” e i suoi bombardamenti ho avuto tanta paura», aggiunge Maria, che la guerra l'ha vista tutta. «Era destino che arrivassi a festeggiare il 5 agosto, la festa della Madonna della Neve», prosegue.

 

«Peccato non poter recitare il rosario, come ho fatto per tutta la vita, all'edicola della Madonna in via Porta San Zeno dove ho abitato fino a pochi anni fa. Ma sono comunque felice: volevo il sindaco con me oggi ed è arrivato. Ha mantenuto la promessa». Luca Sebastiano ha consegnato a Maria un mazzo di fiori e una targa del Comune. Il parroco ha suonato le campane a festa proprio in onore di Maria e ha dato la sua benedizione, mentre la presidente degli anziani ha consegnato, oltre a un omaggio floreale, la pergamena con la benedizione di papa Francesco, vergata appositamente per la festeggiata. Un’emozione grande per Maria Zenato che è sempre stata attaccatissima alla chiesa, ai riti religiosi e ha sempre cantato gli inni sacri ad alta voce.  «Sono davvero commossa per questo tripudio di gente e di regali», ha detto sottovoce e commossa la festeggiata, «soprattutto per la presenza di Marianna Menini cui ho fatto da tata iniziando a lavorare a casa Menini oltre cinquant’anni fa. Con loro ho un affetto particolare».

 

«Mi aspettava anche a tarda sera, dopo aver concluso il mio lavoro al campeggio, alla Porta San Zeno», spiega Marianna Menini con le lacrime agli occhi, «per salutarmi e augurarmi buona notte. È la mia seconda mamma. Come posso non volerle bene? Sarà sempre nel mio cuore». «La zia è sempre stata uno spirito libero», aggiunge la nipote Ivana Zenato, «e questo credo sia la chiave di volta della sua lunga vita. Non si è mai sposata anche se mi ha spesso detto di aver avuto dei pretendenti», continua la nipote. «Anche la nonna Angela è stata longeva. Ha vissuto fino a 102 anni. L’unico rimpianto di zia Maria è di non poter andare al ristorante, a causa del Covid-19, a festeggiare a pranzo con tutti i nipoti. Ma le abbiano promesso di farlo appena sarà possibile».

«Con i festeggiamenti per il secolo di Maria Zenato anche la casa di riposo prende fiato e gira pagina dopo le dieci vittime per il Coronavirus», sottolinea la direttrice Daniela, «e quest’aria di festa ci rinfranca e ci dà modo di ritornare alla quasi normalità. Abbiamo accolto ieri un nuovo ospite, segno di ripresa vera. Ora siamo in quindici e speriamo di ritornare presto ai giorni “buoni” prima del virus». Maria dopo aver sentito il messaggio letto dalla nipote Ivana, le parole del sindaco e del parroco, ha salutato tutti con un bell’«auf Wiedersehen», ricordando i tempi passati a lavorare come cameriera nei bar lacisiensi o nei campeggio.

Sergio Bazerla
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