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27.02.2020

Lungolago allagato, esercenti preoccupati

Aiuole del lungolago di Lazise distrutte dalla furia delle onde
Aiuole del lungolago di Lazise distrutte dalla furia delle onde

Sergio Bazerla Come preannunciato dal servizio meteorologico, è arrivato il vento da ovest, meglio conosciuto sul lago come Andro. E i suoi effetti si sono visti già dal primo mattino. Lungolago Marconi è stato invaso dall’acqua del Garda che è esondato, causando notevole preoccupazione fra gli esercenti che hanno le attività che si affacciano davanti al lago. Un evento atmosferico minore rispetto a quello di alcune settimane fa, ma pur sempre improvviso e inusuale. Anche questa volta a farne le spese sono state le aiuole, distrutte dalla furia del lago. «Questa volta l’acqua non è entrata in pizzeria», ha commentato Franco Aldrighetti, titolare di un esercizio sul lungolago Marconi, «ma è arrivata proprio sulla porta. Il fenomeno è preoccupante perché da oltre sei anni che sono qui non ha mai avuto questa frequenza. Segno che il clima è cambiato e che Lazise ha bisogno di qualche nuova struttura che limiti l’uscita del lago dalla banchina». «Noi della Protezione civile dei Marinai siamo un po’ preoccupati per la frequenza inusuale di questo fenomeno», ha spiegato Giovanni Olivetti, responsabile del gruppo del basso lago. «Credo che dovremo farcene una ragione, visto il cambiamento del clima. C’è l’evidente necessità di regolare le acque del lago sia in estate che in inverno». Anche i commercianti non nascondono la preoccupazione. «I nostri associati sono in ansia», aggiunge Giliola Zenari, presidente della Libera associazione esercenti Lazise, «perché si stanno preparando per le aperture dell'inizio stagione con l'arrivo di Pasqua. E con queste lagheggiate improvvise non si sentono sicuri. C'è inoltre la questione coronavirus», continua Zenari. «L’inizio di questo 2020 non è dei migliori». Intanto in Comune non resta con le mani in mano. «Stiamo consultando aziende specializzate e tecnici per verificare se la nostra banchina a lago è solida e può garantire la tenuta», spiega il sindaco Luca Sebastiano, «perché questi fenomeni stanno avendo cadenza ravvicinata e non sono del tutto consoni al nostro habitat. Dobbiamo garantire», prosegue, «sia l’incolumità delle persone che la serenità di gestione di tutti gli operatori che fanno grande il nostro territorio. Siamo uno dei comuni turistici con maggiori presenze a livello regionale», conclude, «e vogliamo mantenere questo importante primato consolidando strutture e territorio in maniera ineccepibile». •

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