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23.02.2020

Inceneritore di Novaresine pronto a partire

La sede di Novaresine a Colà di Lazise
La sede di Novaresine a Colà di Lazise

Entrerà in funzione nei prossimi giorni l’inceneritore dell’azienda Novaresine Srl di Colà di Lazise, progetto cui la ditta sta lavorando da quasi due anni per smaltire in loco – senza dover conferirli all'esterno – i solventi esausti e le acque di reazione usati nel processo di produzione delle resine sintetiche impiegate nelle vernici. L’impianto di combustione è stato sottoposto alla procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via): l’iter si è concluso all’inizio della scorsa estate con l’autorizzazione rilasciata dal settore Ambiente della Provincia di Verona, che ha subordinato la messa in funzione al rispetto di alcune prescrizioni concordate con i Comuni di Lazise e Castelnuovo, sorgendo Novaresine al confine tra i due. Tra le prescrizioni più importanti c’è il piano di monitoraggio degli inquinanti: oltre alle analisi effettuate all’interno del sito produttivo, altre saranno eseguite periodicamente sulla qualità dell’aria in base ai dati raccolti dai cinque recettori aerei posizionati in punti ritenuti sensibili, due a Colà (alla scuola dell’infanzia e in località Ca’ Nova) e tre in territorio castelnovese (vicino agli impianti sportivi e alle scuole, su via Derna e in località Spagnoi a Sandrà). «I recettori sono stati installati», fa sapere l’amministratore delegato di Novaresine Bruno Franceschini, «verrà effettuata una misurazione prima dell’avvio dell’impianto, da concordare con gli enti pubblici per assicurare assoluta trasparenza, che poi sarà confrontata con le analisi successive per verificare eventuali variazioni dei parametri». I dati delle emissioni saranno accessibili in tempo reale ai due Comuni, mentre nelle prossime settimane sul sito dell’azienda verrà creata una sezione consultabile dai cittadini in cui periodicamente saranno sintetizzati i risultati delle analisi. «Da domani potremo mettere in funzione l’impianto», prosegue Franceschini, «siamo in fase di collaudo, i nostri tecnici devono ultimare le prove e verificare che tutti i sensori funzionino, quindi è probabile che l’avvio slitti di qualche giorno». Un’altra prescrizione riguardava la piantumazione di alberi ad alto fusto e ad alto assorbimento di Co2 lungo il perimetro dell’azienda, per cui l’amministratore delegato sottolinea che gli alberi messi a dimora sono «circa settanta, quasi il doppio rispetto a quelli stabiliti all’inizio». L’autorizzazione e la messa in funzione dell’impianto sono state e sono tuttora accompagnate dalle preoccupazioni dei cittadini, in particolare di chi vive in prossimità dell’impianto, timori che già a partire dall’estate 2018 hanno spinto i Comuni di Lazise e Castelnuovo ad affidare un incarico di consulenza allo Studio Benincà di San Martino Buon Albergo per avere una conoscenza approfondita del progetto e delle sue ricadute sul territorio e sulla salute pubblica. «Lo studio ha già verificato il rispetto di tutte le prescrizioni, nei prossimi giorni faremo anche un sopralluogo», informa Massimiliano Gianfriddo, comandante della polizia locale di Lazise e responsabile dell’ufficio Ecologia del Comune. L’amministratore delegato di Novaresine annuncia intanto che in primavera verrà organizzata una nuova giornata a porte aperte dopo quella del settembre 2018: «Il mese papabile potrebbe essere maggio, quando l’inceneritore sarà in funzione da un po’ e avremo dati certi», conclude Franceschini. «La speranza è che anche i più scettici vengano in azienda per vedere su cosa si è concentrata la lotta in questi mesi». •

Katia Ferraro
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