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13.02.2020

Gli esercenti chiedono barriere frangiflutti

Molta l’acqua del lago che è stata spinta dal vento nei locali e nelle vie FOTO PECORAAltissime le onde che si sono infrante sulla banchina del lungolago Barriera alla pizzeria Tropical al posto della porta a vetri frantumata dalla furia del vento e dei fluttiLa polizia municipale mentre controllava la situazione
Molta l’acqua del lago che è stata spinta dal vento nei locali e nelle vie FOTO PECORAAltissime le onde che si sono infrante sulla banchina del lungolago Barriera alla pizzeria Tropical al posto della porta a vetri frantumata dalla furia del vento e dei fluttiLa polizia municipale mentre controllava la situazione

Molto spettacolo, diversi disagi ma nessun danno ingente: è il bilancio della nuova lagheggiata che martedì scorso ha interessato diversi paesi gardesani colpendo in particolare Lazise, dove le onde imponenti hanno allagato il lungolago Marconi e alcune vie del centro storico. Un copione noto e sempre più frequente quando il vento soffia forte da ovest generando moti ondosi violenti che non trovando ostacoli si infrangono sulla banchina del lungolago, soggetto a questi fenomeni essendo stato costruito a una quota bassa e senza barriere frangiflutti. «In questo periodo siamo chiusi, ma per fortuna martedì ero qui per fare un colloquio, altrimenti avrei saputo tardi quello che stava accadendo. All’esterno delle vetrate l’acqua arrivava a venti centimetri, inevitabile che molta ne sia entrata assieme alla sabbia», spiega Davide Soncini del bar gelateria Al Porto, ieri mattina al lavoro per pulire il locale. È andata peggio al bar ristorante pizzeria Tropical, dove la furia del vento e la potenza delle onde hanno frantumato la porta a vetri centrale. «Quando è stata sfondata erano le 15.30, stavamo facendo le pulizie in vista della riapertura di domani (oggi per chi legge, ndr) che dobbiamo rinviare al fine settimana», racconta il titolare Diego Pintus. «L’acqua», prosegue, «è arrivata fino alla cucina e ai bagni, avevamo legato tavoli e sedie esterni ma nonostante ciò il vento li ha trascinati per diversi metri. Purtroppo dobbiamo abituarci al fatto che tutti gli eventi meteorologici possono diventare disastrosi», aggiunge mentre aspetta il perito dell’assicurazione. Salva invece la Dogana Veneta: nel 2012 lo stesso tipo di fenomeno aveva compromesso gli impianti, mentre martedì l’intervento celere della ditta che ha fornito le pompe idrovore ha fatto sì che l’acqua entrata nei vani interni ed esterni posti in corrispondenza della facciata, più bassi rispetto alla pavimentazione, fosse prelevata prima di arrivare a livello del parquet dell’edificio. Tutti gli esercenti intervistati parlano della necessità di barriere frangiflutti che limitino esondazioni del lago, smorzino la forza delle onde e impediscano l’erosione del lungolago. «Non ci abbiamo mai pensato», risponde il sindaco Luca Sebastiano, «il nostro lungolago è basso e ciò contribuisce a crearne il fascino, chiaro che se questi fenomeni diventano frequenti dovremo prendere provvedimenti, ma credo sia improponibile realizzare un sistema frangiflutti: è una scelta strategica importante anche dal punto di vista economico». Accanto a questo problema c’è quello più impellente del cedimento progressivo dello stesso lungolago Marconi, realizzato tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso conficcando una lunga fila di pali di cemento che hanno in seguito consentito di prolungare la terraferma verso il lago. «Per questo aspetto», annuncia il sindaco, «faremo una perizia per capire quanto è solida questa struttura». •

Katia Ferraro
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