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04.07.2020

La pioggia e il vento spostano persino blocchi di marmo

Così si presentava ieri mattina il lungolago di TorriUn blocco di marmo spostato dalla forza del vento e dell’acquaIl sindaco Stefano Nicotra
Così si presentava ieri mattina il lungolago di TorriUn blocco di marmo spostato dalla forza del vento e dell’acquaIl sindaco Stefano Nicotra

Il violento temporale che si è abbattuto sul lago di Garda nella tarda serata di giovedì non ha risparmiato, ancora una volta, Torri del Benàco. Il forte vento che si è alzato ha creato onde alte che si sono infrante sul litorale, lungo tutto il territorio torresano, mangiando parte delle spiagge, parzialmente erose e invase da detriti e sassi trascinati dall'acqua sulla costa. La pioggia che è scesa copiosa dalle vallette che arrivano fino all'altezza della Gardesana ha scaricato sulla strada che costeggia il lago materiali di vario tipo, invadendo parte della carreggiata a monte. Il sindaco Stefano Nicotra in persona con gli operai comunali, tra l’altra notte e le prime ore di ieri mattina hanno iniziato a sistemare i danni provocati dal maltempo, con la collaborazione della Protezione Civile di Torri. Alcuni problemi si sono registrati pure in certi punti del centro storico e in particolare sul lungolago dove in diversi casi tavolini, panche, sedie e ombrelloni dei plateatici di bar e ristoranti sono stati scaraventati a terra, subendo anche qualche danno. L'incredibile forza dell'acqua e del vento ha spostato perfino alcuni blocchi di marmo che delimitano il lungolago del centro storico. È esasperato il primo cittadino torresano per i continui danni che il maltempo periodicamente provoca nel territorio comunale, e preoccupato specie per i litorali colpiti dal nubifragio. «Una parte delle spiagge sono state danneggiate seriamente dalle onde. Abbiamo sistemato quello che potevamo, ma c'è ancora tanto da fare. Dovremo incaricare delle ditte esterne per ulteriori interventi. L'importante però è che almeno la Gardesana, liberata dai detriti scesi dalle vallette, sia perfettamente percorribile in entrambi i sensi di marcia», ha dichiarato Nicotra nel tardo pomeriggio di ieri, mentre dei minacciosi nuvoloni all'orizzonte non promettevano nulla di buono. «Il lago anche oggi pomeriggio (ieri per chi legge, ndr) è ancora mosso. Il maltempo continua a non darci tregua. Non so più cosa dire. Ora dobbiamo solo sperare che non accadano altri disastri. C'è da pregare e basta». Solo alcuni giorni fa, nella notte tra mercoledì e giovedì, un altro fortunale si era abbattuto sul lago e l'entroterra gardesano. In quel caso i vigili del fuoco erano dovuti intervenire al confine tra Torri e San Zeno di Montagna per liberare la strada tra via San Zeno e la Provinciale 9 da un albero ad alto fusto che era caduto sulla carreggiata, invadendola completamente e rendendola inaccessibile, provocando uno smottamento di un terrapieno. Dopo alcune ore di lavoro i pompieri avevano reso di nuovo accessibile la via. Poi la burrasca di giovedì sera, che sebbene abbia causato, come detto, diversi danni, non è paragonabile a ciò che è accaduto in passato. Quando l'altra sera è salito il vento e ha iniziato a diluviare, la mente del sindaco e di molti cittadini è subito tornata ai disastri che le tempeste degli anni scorsi avevano provocato in paese. È ancora fresca la memoria di ciò che è successo nemmeno un anno fa. Era il 4 agosto del 2019 quando la furia della tempesta aveva divelto i pontili, sommerso le spiagge, sradicato gli alberi, mandato alla deriva diverse barche. Un'autentica apocalisse. Come quella del 5 maggio prima. Nemmeno la lagheggiata del giugno 2018 ha risparmiato la costa torresana, così come la terribile e devastante tromba d'aria che aveva di nuovo colpito il litorale il 6 agosto del 2017 con diverse imbarcazioni coinvolte e di cui una addirittura affondata. Si tratta solo degli eventi più eclatanti che comunque certificano come Torri del Benàco sia uno dei Comuni gardesani che ha subito le conseguenze peggiori dalle tempeste che si sono abbattute nella zona negli ultimi anni. Con la speranza che non si ripetano più. •

Emanuele Zanini
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