«La nostra sede è a rischio dopo 15 anni di servizio»

Il sindaco Panuzzo davanti all’oasi
Il sindaco Panuzzo davanti all’oasi
Il sindaco Panuzzo davanti all’oasi
Il sindaco Panuzzo davanti all’oasi

Questa è la situazione a Castel D’Azzano, dove la Verdeblu opera da tre lustri e dove l’Amministrazione desidera valutare anche altri progetti per valorizzare l’Oasi delle Risorgive. Dice Fabrizio Croci presidente della cooperativa: «Siamo Centro recupero fauna selvatica da 20 anni. Da 15 anni siamo a Castel d’Azzano, all’oasi «Le Risorgive» che abbiamo realizzato noi. Il contratto della sede è stato rinnovato fino a fine ottobre e così stiamo cercando una nuova sede. La nostra attività consiste nel accogliere la fauna selvatica in difficoltà a scopo di cura e reintroduzione in natura. Abbiamo accolto finora tutta questa fauna, dai volatili ai mammiferi, tuttavia in questa fase di incertezza, stiamo curando solo uccelli rapaci. A Costermano sul Garda vorremmo fare proprio un centro tutela rapaci, perché abbiamo incontrato il favore del sindaco Stefano Passarini. Abbiamo visto la zona e riteniamo che sia idonea. Ora toccherà all’Amministrazione decidere. Il sindaco di Castel D’Azzano, Antonello Panuzzo, spiega: «Sono lieto che Verdeblu apra a nuovi Comuni una responsabilità così importante come la tutela della fauna selvatica, soprattutto a copertura di una zona come il Baldo Garda, da dove ci sono spesso arrivati animali da curare. Noi, dopo 15 anni di esperienza positiva con la Verdeblu», fa sapere, «abbiamo deciso, come Amministrazione, di valutare anche altri progetti attraverso un bando pubblico. Vogliamo valutare anche altri progetti che possano valorizzare al meglio l’oasi delle Risorgive», rileva facendo sapere che il bando potrebbe uscire entro novembre. E cosa accadrà a fine ottobre quando scadrà la convenzione con la Verdeblu? «Resterà fino a quando ci sarà il nuovo gestore che potrebbe essere ancora lo stesso. In ogni caso», chiude, «questi volontari meriterebbero un aiuto da Regione e Stato».

B.B.

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