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26.06.2016

L’estrema destra
europea al Castello
tra critiche e timori

L’area adiacente il Castello di Torri dove si svolgerà il «Boreal European Meeting» IMMAGINE DA GOOGLE MAPS
L’area adiacente il Castello di Torri dove si svolgerà il «Boreal European Meeting» IMMAGINE DA GOOGLE MAPS

Si terrà a Torri, nel parco del Castello, sotto le mura del maniero scaligero, il «Festival Boreal», l’euro-raduno dell’estrema destra promosso da Forza Nuova al quale parteciperanno, dall’1 al 3 luglio, alcuni leader e i loro simpatizzanti dell’ultradestra europea. La manifestazione è autorizzata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Stefano Nicotra. Ieri è stato impossibile, nonostante diversi tentativi, avere un suo commento: non risultava raggiungibile.

La sede dell’appuntamento è un’area pubblica, proprio a ridosso del Castello, tra via Gardesana e viale Guglielmo Marconi, all’altezza dello Yachting Club Torri, dinanzi il lungolago. Vincenzo D’Arienzo, deputato del Pd, boccia senza appello l’iniziativa: «Penso sia opportuno annullare tutto», attacca. Sabato 2 luglio, il Festival prevede, in particolare, una conferenza intitolata «Ordine o caos?». I relatori saranno Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova, presidente dell’associazione politica nazionalista pan-europea Alliance for Peace and Freedom, già fondatore di Terza Posizione, l’ex parlamentare (negazionista) europeo Nick Griffin, ex leader del British National Party, fondatore del movimento British Unity; l’ungherese László Toroczkai (partito nazionalconservatore Jobbik), attualmente sindaco (anti immigrati) di Ásotthalom, al confine con la Serbia; il tedesco antisemita Udo Pastörs, parlamentare dell’Npd (Nationaldemokratische Partei Deutschlands); e il danese Daniel Carlsen, leader del Danskernes Parti, che tempo fa considerò Hitler «un grande uomo».

SEMPRE SABATO, si terrà anche il dibattito con esponenti storici del tifo calcistico (di Verona, Milano, Brescia, Roma e Parigi). La manifestazione comprende anche concerti di sette note band di estrema destra.

Il parlamentare del Pd D’Arienzo interviene duramente: «Un festival anacronistico e fuori dalla storia. I contenuti sono noti: perorare la causa della dittatura contro la democrazia, dell’intolleranza razziale e dell’aggressione culturale a chi non la pensa come loro, per fortuna la stragrande maggioranza degli italiani. Come ha potuto il sindaco favorire una manifestazione di tal propaganda? Sul suolo pubblico si permette l’occupazione e lo svolgimento di giornate in cui prevale l’avversione razziale e l’estremismo politico».

D’Arienzo, inoltre, pone alcune questioni: «Sono state prese tutte le contromisure? E lo sforzo che devono sopportare le forze dell’ordine? Quanto denaro pubblico ci costa questa ostentazione di valori antidemocratici? Quello spazietto è adeguato per ricevere e far soggiornare centinaia di persone che certamente turberanno la tranquillità dei residenti e dei turisti? Forse il sindaco avrebbe dovuto chiederselo. Spero non abbia commesso il grave errore di non pianificare anche i necessari controlli, ovviamente non a carico della Polizia locale. Sarebbe una beffa». E ritiene conveniente la cancellazione dell’evento: «Penso sia opportuno rivedere la decisione e annullare tutto. Torri non può ospitare iniziative simili. In un momento turistico così importante per il lago di Garda, che immagine darà Verona con manifestazioni simili? Se dovesse succedere qualcosa, si riesce in quel piccolo Comune a governare i rischi e la risonanza mediatica?».

Il deputato del Pd bacchetta il sindaco di Torri: «Stupisce la faciloneria con la quale si affrontano temi simili: il significato di quel raduno e la pubblica sicurezza non possono essere gestiti a livello locale. Ho piena fiducia nelle forze di polizia e con buon senso si sarebbero potuti evitare loro rischi inutili. Un grave errore commesso dal sindaco che, spero, non abbia conseguenze peggiori di quanto non lo siano per il lago ospitare la causa e la propaganda della nostalgia fascista».

L’AVVOCATO Roberto Bussinello, di CasaPound, ribatte: «Le sinistre dimostrano ogni giorno che la democrazia esiste solo quando è funzionale ai propri interessi. Così come stanno cercando di delegittimare il voto referendario pro Brexit, ora vorrebbero impedire a forze politiche loro avverse di esercitare un libero diritto. Questi figli del più becero stalinismo dimostrano ogni giorno di più di essere i veri intolleranti della politica, svolgendo la loro funzione esclusivamente in chiave anti italiana. Sono razzisti verso il popolo italiano, sono liberticidi verso le idee che difendono la nazione».

Davide Bendinelli, sindaco di Garda, Comune confinante con Torri, afferma: «Sono contrario a questo tipo di manifestazioni che possono avere un risvolto di carattere politico e creare dei disagi di ordine pubblico in un periodo in cui la stagione è al “clou“». Sembra che, in un primo momento, gli organizzatori del Festival avessero preferito Garda come sede del Festival. E spiega: «Io sono sindaco dal 5 giugno e da quel giorno nessuno si è rivolto a me. Resta evidente che se qualcuno mi avesse chiesto qualcosa avrei, ovviamente, risposto che noi eravamo assolutamente contrari a organizzare questo evento. Mi auguro che non succeda nulla di grave durante il corso della manifestazione. Non sono preoccupato per Garda, ma se dovessi pensare a Torri sarei preoccupato per il fatto che una manifestazione del genere possa creare scontri tra ragazzi, tra manifestanti dei centri sociali e quelli di estrema destra».

Marco Lucchini, presidente di Federalberghi Garda Veneto (che rappresenta 400 strutture del settore ricettivo alberghiero con 4 mila addetti), dice: «Sono più incline a pensare a manifestazioni che promuovono il territorio in Europa e nel mondo. Il lago è unico e deve essere promosso nel mondo unitariamente. Io non mi permetterò, come in passato, di giudicare nessun sindaco, perché lo ritengo la massima autorità in un comune. Però, penso alle ripercussioni che ci possono essere in campo turistico, perché il mio compito è quello di promuovere il territorio gardesano e le sue strutture, e di far sì che ci sia un’armonia tra enti e istituzioni, perché se c’è questa armonia tra base e vertice si può veramente puntare all’obiettivo, altrimenti no. È chiaro che qui qualcuno vuole fare un discorso politico, ma la promozione turistica, perché funzioni, deve essere esente da condizionamenti politici».

Marco Scipolo
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