L’acqua del lago
va sempre più giù
Serve la pioggia

L’indicatore dello zero idrometrico a Peschiera FOTOSERVIZIO AMATOIl sindaco Orietta Gaiulli
L’indicatore dello zero idrometrico a Peschiera FOTOSERVIZIO AMATOIl sindaco Orietta Gaiulli
L’indicatore dello zero idrometrico a Peschiera FOTOSERVIZIO AMATOIl sindaco Orietta Gaiulli
L’indicatore dello zero idrometrico a Peschiera FOTOSERVIZIO AMATOIl sindaco Orietta Gaiulli

Lago più basso della media, ma la situazione non è preoccupante Non solo smog: la mancanza prolungata di precipitazioni non solo non abbatte l’inquinamento provocato dalle polveri sottili presenti nell’aria, ma è un problema anche per la ricarica dei bacini idrici italiani. Verità che pur essendo ovvia, è stata ribadita in questi giorni dai meteorologi del Centro Epson Meteo, che hanno definito «preoccupante» l’abbassamento del livello di fiumi e laghi registrato negli ultimi due mesi.

I VALORI. Al Nord l’allarme riguarda anche il lago di Garda: prendendo come riferimento i valori registrati a dicembre tra il 1942 e il 2014, i meteorologi hanno rilevato un abbassamento di 25 centimetri dell’altezza idrometrica media e una riduzione del 60 per cento della portata d’acqua erogata nel suo fiume emissario, il Mincio. Una situazione in parte ereditata dall’estate atipica registrata quest’anno, segnata da temperature oltre la media stagionale e mancanza di piogge, ma aggravata dal prolungarsi della siccità nel periodo autunnale. Ieri il lago misurava 58 centimetri sopra lo zero idrometrico di Peschiera (la media del periodo è di 85), il livello più basso di questo mese, mentre per tutto dicembre lo scarico nel Mincio alla diga di Salionze è stato regolato sui 14 metri cubi al secondo. «È la portata minima per non creare problemi ecologici e ambientali al Mincio e consentire il funzionamento della centrale termoelettrica di Salionze, stabilita di recente in accordo con le regioni, le province e gli enti», fanno sapere i tecnici di Aipo (Agenzia interregionale per il fiume Po), ente deputato alla gestione dei livelli del Garda e del sistema idrico collegato al fiume più lungo d’Italia.

ORA NIENTE ALLARME. «Non è il momento di essere allarmisti, adesso bisogna solo non sprecare acqua e mantenere al minimo possibile lo scarico», proseguono i tecnici Aipo, «vedremo se nei prossimi giorni o mesi ci saranno precipitazioni piovose o nevose, le piogge primaverili possono comunque riequilibrare la situazione». La memoria torna al 2003, ricordato come un anno molto critico con livelli che in estate hanno toccato gli 8 centimetri sopra lo zero idrometrico (ben al di sotto di quest’anno) e un riassestamento nella primavera successiva. «Il minimo storico registrato in questo periodo è di 30 centimetri», ricordano da Aipo, «minimo ottimale a cui tendiamo, comunque superiore al minimo stabilito dai nuovi accordi e fissato a 20 centimetri, salvo deroghe».

ACQUA POTABILE. La provvista è assicurata, confermano da Azienda gardesana servizi (Ags), sia perché le prese a lago (tra cui la più importante è quella di Garda, che serve l’intero paese) sono a una profondità tale da non correre il pericolo di rimanere scoperte, sia perché le falde acquifere sono cariche e non presentano al momento segnali preoccupanti. «I pozzi non hanno subito abbassamenti», spiega il direttore di Ags Alberto Ardieli, «le falde sono alimentate lentamente, nell’arco di molti mesi, e non c’è riscontro immediato». Situazione sotto controllo anche secondo i sindaci: «Subiamo maggior danno quando l’acqua è troppo alta, perché va a interferire con il collettore», osserva il primo cittadino di Lazise Luca Sebastiano, «penso si faccia abbastanza per la gestione dei livelli, chiaro che in estate ci sono disagi perché le nostre esigenze coincidono con quelle delle campagne mantovane, a cui va assicurata l’irrigazione». Più critica Maria Orietta Gaiulli, sindaco di Peschiera: «Ora non abbiamo problemi, ma gli accordi sui livelli vanno rivisti perché Peschiera è il Comune che soffre di più. L’alea del meteo va gestita meglio», puntualizza, «non possiamo andare sotto acqua se piove un po’ di più o avere accumulo di alghe e secche se piove meno».

Katia Ferraro