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13.03.2020

Italpollina, dalla diffida alle prescrizioni

L’Italpollina, l’azienda di Rivoli che tratta deiezioni avicole e ne ricava fertilizzanti organici
L’Italpollina, l’azienda di Rivoli che tratta deiezioni avicole e ne ricava fertilizzanti organici

Emanuele Zanini Italpollina sempre più «osservata speciale» da parte della Provincia, che conferma la diffida di gennaio aggiungendo ulteriori prescrizioni in una nuova determina, pubblicata l’11 marzo. L'azienda di Rivoli, che tratta le deiezioni avicole in modo industriale e ne ricava fertilizzanti organici, rischia infatti il blocco degli impianti se non si adeguerà alle nuove stringenti prescrizioni indicate dall'ente provinciale. Perché all'annoso problema degli odori che hanno portato a manifestazioni di protesta di ogni tipo sul territorio, si sta sommando quello degli scarichi liquidi dell'impresa. Lo scorso gennaio la Provincia aveva diffidato la multinazionale a rispettare le prescrizioni dell’AUA, Autorizzazione Unica Ambientale, del settembre 2018, chiedendo di attenersi al divieto di scarico e all'obbligo di gestione dei rifiuti liquidi. Secondo la Provincia, come riscontrato anche da un tavolo tecnico tra enti preposti dello scorso 17 febbraio, l'impresa da gennaio in poi non ha osservato le indicazioni da seguire e pertanto è scattato l'avvio della procedura per la revoca dell'autorizzazione, senza la quale gli impianti non possono funzionare. L'AUA, tra l'altro, vale esclusivamente come autorizzazione alle emissioni in atmosfera ma non ha valenza di permesso allo scarico. Il provvedimento, conseguentemente, ha confermato il divieto assoluto di scarico e l’obbligo di gestione delle acque di processo come rifiuto liquido. IL SOPRALLUOGO. Lo scorso 24 febbraio Arpav e tecnici comunali hanno effettuato un nuovo sopralluogo allo stabilimento di via Casalmenini durante il quale, tra le varie osservazioni, è stato riscontrato che non è possibile identificare con esattezza il punto di scarico dei reflui sollevati dall'elettropompa sommersa, presente all'interno della vasca di raccolta e pompaggio, situata nell'area attigua al parcheggio. Nelle prescrizioni dell’AUA vigente si sottolinea come sia previsto che il ricambio dell’acqua, del sistema di abbattimento ad umido, venga effettuato ogni tre giorni. Inoltre «attualmente non è possibile scaricare acqua depurata bensì tutto deve essere smaltito come rifiuto liquido». Secondo la Provincia, solo dal 13 febbraio al 24 febbraio scorsi la prescrizione è stata rispettata mentre dal 16 dicembre al 13 febbraio «la quantità di rifiuto smaltita è nettamente inferiore alla quantità necessaria per adempiere alle regole stabilite dall'AUA». NUOVE PRESCRIZIONI. La Provincia ha aggiunto quindi nuove prescrizioni: entro il 30 aprile deve innanzitutto essere pulita completamente la vasca interrata vicino al parcheggio, fornendo informazioni precise sulle dimensioni, i volumi e la rete di adduzione dei reflui e la tipologia di acqua collettate. Si devono inoltre portare alla luce tutte le vasche ed eventuali altri manufatti presenti nell'area, di cui finora non si hanno informazioni precise. Attraverso un grafico l'azienda deve rilevare lo stato attuale delle acque meteoriche, di smaltimento dei reflui domestici o simili, e di processo e di quest'ultimo identificando le singole tubazioni, oltre che le analisi dei fumi dell'impianto di cogenerazione. Entro fine aprile Italpollina deve inoltre presentare documentazione che osservi la diffida dello scorso gennaio e un progetto che assicuri la gestione delle acque meteoriche e di dilavamento in conformità al PTA, Piano regionale della tutela dell'acqua. Nell'immediato, invece, l'impresa di Rivoli, tra l'altro, deve sostituire l'acqua del sistema di abbattimento ad umido ogni tre giorni; allo stesso tempo deve impedire qualsiasi scarico sul suolo dalla stazione di raccolta e pompaggio; e infine deve smaltire il refluo contenuto nella vasca in impianti di smaltimento autorizzati. L’OSSERVANZA. La mancata osservanza del provvedimento, sottolinea infine la Provincia, che in particolare con gli ultimi vuole assicurare che non si verifichino scarichi non autorizzati, comporterà la revoca dell’autorizzazione unica ambientale. Italpollina, dopo l'annosa disputa con istituzioni e popolazione per i continui odori emessi dallo stabilimento, era tornata nell'occhio del ciclone nei mesi scorsi dopo l'ispezione dello scorso dicembre da parte degli enti preposti per verificare lo stato di fatto dei lavori di allacciamento alla fognatura e la situazione degli smaltimenti di rifiuto liquido. Tra febbraio e dicembre 2019, secondo i rilevamenti, sarebbero mancati all'appello quasi 5.800 metri cubi di materiale di cui non si sa come siano stati smaltiti. LA REPLICA. L’azienda ha terminato l’80-90 per cento dei lavori. E in una nota scrive: «Alla luce anche della corrente emergenza sanitaria, stiamo comunque cercando di fare del nostro meglio per concludere i lavori nel minor tempo tecnico possibile». •

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