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23.06.2016

In arrivo sul lago
l’estrema destra
di tutta Europa

I «camerati» d’Europa si sono dati appuntamento sul Garda: dall’1 al 3 luglio la sponda veronese del lago ospiterà il «Festival Boreal – European Meeting», il raduno (annunciato nel sito www.boreal2016.org e su Facebook) che coinvolge militanti, simpatizzanti, esponenti e band musicali dell’estrema destra provenienti da varie parti del Vecchio continente.

Il luogo esatto dell’evento è ancora top secret, evidentemente per timori di contestazioni: il nome del comune nel quale la kermesse di Forza Nuova si svolgerà sarà comunicato dagli organizzatori entro questa settimana, a quanto si apprende dalla dedicata pagina Facebook.

Come già accaduto in passato, molto probabili saranno le proteste per l’arrivo delle teste rasate dell’ultradestra nostrana e internazionale e per lo «spessore» di molti protagonisti dalle simpatie di carattere neofascista e neonazista e dalle tendenze xenofobe.

Nella convention nera sono previsti concerti, convegni e incontri sportivi. Sabato 2 luglio è in programma il dibattito sull’Europa «Ordine o caos?» nel quale interverrà, assieme ad altri quattro relatori, Roberto Fiore, il segretario nazionale di Forza Nuova (partito che vuole l’abolizione della legge Mancino – che punisce le condotte legate all’ideologia nazifascista e al razzismo – e della legge Scelba – che introdusse il reato di apologia del fascismo – definendole entrambe «liberticide»). Fiore, già fondatore di Terza Posizione, condannato in passato per banda armata, per molti anni latitante in Inghilterra, e – grazie ad una declaratoria di prescrizione della pena pronunciata dalla corte d’appello – ritornato in Italia alla fine degli anni Novanta, è oggi presidente dell’associazione politica nazionalista pan-europea Alliance for Peace and Freedom, quella alla quale aderiscono pure i greci di Alba Dorata.

Anche gli altri oratori che parteciperanno alla conferenza hanno tutti un certo tipo di curriculum: l’ex parlamentare (negazionista) europeo Nick Griffin, ex leader del British National Party, già condannato per incitamento all’odio razziale, fondatore del movimento British Unity, nonché vicepresidente di Alliance for Peace and Freedom, e vecchia conoscenza di Fiore col quale, durante la latitanza di quest’ultimo in Gran Bretagna, creò l’International Third Position.

ALLA TAVOLA ROTONDA siederà, inoltre, l’ungherese László Toroczkai (partito nazionalconservatore Jobbik), attualmente sindaco di Ásotthalom, città magiara al confine con la Serbia. Toroczkai è noto per aver realizzato nel 2015 un filmato nel quale – mostrando la barriera di filo spinato installata dall’Ungheria sulla frontiera e vari corpi di polizia in attesa di entrare in azione – scoraggia i migranti ad entrare nel suo paese, ammonendoli del rischio di finire in prigione e minacciando: «L’Ungheria è una cattiva scelta. Ásotthalom è la peggiore». Negli anni scorsi, per un certo periodo, è stato perfino bandito da Serbia e Slovacchia. Nel 2006, a Bratislava, fu arrestato dalla polizia per non aver rispettato il divieto di tenere manifestazioni pubbliche.

È atteso all’incontro, inoltre, il tedesco antisemita e antiamericano Udo Pastörs, parlamentare dell’Npd (Nationaldemokratische Partei Deutschlands) nella dieta statale del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, che nel 2009 definì la Germania una «Repubblica giudaica» e offese le persone di origine turca che vivono in Germania. Pastörs venne condannato per incitamento all’odio popolare.

A completare il quadro degli speaker, il 26enne danese Daniel Carlsen – ideatore e leader del Danskernes Parti – che, tempo fa, ha considerato Hitler «un grande uomo» ed è apparso in alcune foto con la bandiera nazista alle spalle (sembra che oggi non neghi più l’Olocausto). Sempre sabato, si terrà anche il dibattito «Dalla curva alla piazza. Prove di consapevolezza identitaria», con esponenti storici del tifo clacistico (di Verona, Milano, Brescia, Roma e Parigi), incontro nel quale compare come moderatore Luca Castellini, coordinatore di Forza Nuova per il Nord Italia.

La tre giorni si svolgerà sul lato veronese del lago di Garda, un luogo dove lottarono – contro il nazifascismo e per la libertà – i partigiani della brigata Avesani e della brigata Italia. Difficile non considerare il Festival Boreal uno sfregio a Verona, decorata di medaglia d’oro al valor militare per la Resistenza. Queste le ultime parole della motivazione della più alta onorificenza conferita nel 1993 alla nostra città: «(…). Fedele custode delle sue glorie militari, espresse in numerose decorazioni al valore, non doma dai bombardamenti devastanti, dalle deportazioni, dalle insidie delle varie polizie, dalle repressioni, fucilazioni, distruzioni di intere contrade che percossero la pianura e la montagna fu degna protagonista del secondo Risorgimento d’Italia. Settembre 1943 - Aprile 1945». Resta da capire se l’evento si terrà su area pubblica o privata.

Marco Scipolo
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