Il sogno? Collegare il lago al Po

Piergabriele Andreoli, Maurizio Pellizzer, Meuccio Berselli, Adriana Nepote e Giovanni Buvoli FOTO PECORA
Piergabriele Andreoli, Maurizio Pellizzer, Meuccio Berselli, Adriana Nepote e Giovanni Buvoli FOTO PECORA

Mantova chiama il Garda per un progetto a respiro europeo in grado di cambiare la mobilità tra le regioni del Veneto, Lombardia e Trentino. L’idea, non nuova a dir il vero, è rendere navigabile il collegamento acqueo esistente tra il più grande lago d’Italia e la città di Virgilio. In pratica, si vuole consentire ad imbarcazione da diporto turistiche e commerciali di piccole-medie dimensioni di fare spola tra le due aree, attraverso il canale Virgilio, e di fatto essere integrate con il sistema idroviario padano, quindi con il fiume Po. In definitiva passare dal Benaco, e viceversa, a Mantova, quindi al fiume Po per «sbucare» a Venezia, sul mare. È un progetto nato dal territorio ancora qualche anno fa e che ha nel comune di Mantova, per evidenti motivi, il principale sostenitore. La regia del tutto è però affidata all’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, ente del ministero dell’Ambiente, che ha già provveduto, ancora nel 2011, ad avviare una collaborazione con le regioni Veneto e Lombardia per una pianificazione territoriale coordinata per le «Terre a cavaliere del Mincio e del Garda». «Abbiamo raccolto l’interesse e la volontà di realizzare un importante sistema idroviario in grado di connettere il fiume Po, attraverso il Mincio, al Lago di Garda», ha spiegato in un incontro svolto al ristorante «Ai Pioppi» il segretario generale del Bacino del Po Meuccio Berselli. Al suo fianco Giovanni Bufoli, già vice sindaco di Mantova e rieletto nei giorni scorsi, Maurizio Pellizzer, presidente del Parco del Mincio, e Gianfranco Manfredi della nautica ai Pioppi. «La creazione di un collegamento idroviario consentirebbe di migliorare la fruizione turistica nelle aree interessate, incrementando una mobilità sostenibile in grado di connettere maggiormente le aree di pregio presenti, creando al contempo nuove economie e un’esperienza unica di scoperta del territorio nel rispetto dell’ambiente e della biodiversità locale», continua Berselli. «Come Autorità di Bacino, operiamo all’interno del ministero dell’Ambiente, abbiamo avanzato la proposta di un finanziamento di 102 milioni di euro per la realizzazione di questo progetto. Riteniamo inoltre che questo sia il momento propizio per accelerare sul compimento dell’opera visto l’imminente selezione dei progetti che andranno a comporre il Recovery Fund («Fondo di recupero»)», continua Berselli forte, tramite il Comune di Mantova, dell’interesse sull’intera questione del ministro per gli Affari Europei, Vincenzo Amendola. «È da tempo che lavoriamo a questo piano», interviene Giovanni Bufoli. «A Mantova abbiamo rispolverato una pianificazione del 2012 che ipotizzava un collegamento fluviale Peschiera-Mantova. Per noi l’obiettivo è la valorizzazione del porto commerciale Valdaro, verso Venezia, e quello turistico di Porto Catena verso il Garda con evidente reciproci vantaggi turistici per le due aree. Come Comune abbiamo un’ interlocuzione importante con il ministro Vincenzo Amendola che una volta visto il progetto ci ha invitato a presentarlo nell’ottica appunto dei fondi a disposizione con i Recovery Fund». Per rendere possibile la navigazione tra Peschiera e Mantova diventa necessario il completo rifacimento della diga di Salionze, lo sbarramento che regola il deflusso del Garda nel fiume Mincio, è stata una delle prime osservazioni presentate al tavolo dei rappresentanti degli enti veronesi e mantovani. «Il lavoro più importante è rimettere completamente mano alla diga di Salionze, costruire la conca di navigazione che consenta, a seconda del livello del lago, di connettere il Garda con il canale Virgilio, già esistente ma che va sistemato e migliorato per essere reso navigabile fino a Mantova», riprende Berselli. Il segretario del Bacino del Po è anche attento a sottolineare che l’intera operazione non va vista solo nell’ottica della mobilità ma anche nel miglioramento della qualità delle acque e nella regolamentazione delle stesse dal Garda al Mincio in un’ottica ecologista. «In Europa i progetti vengono sostenuti se contemplano l’aspetto turistico, ricreativo, economico e sociale alla valorizzazione del corpo idrico inteso come habitat e come biodiversità», conclude Berselli.

Stefano Joppi