VERSO NUOVE MISURE

Il sindaco di Torri: «Sub morto, basta tragedie nel lago»

Un gruppo di sub si immerge nelle acque del lago a Torri del Benaco
Un gruppo di sub si immerge nelle acque del lago a Torri del Benaco
Un gruppo di sub si immerge nelle acque del lago a Torri del Benaco
Un gruppo di sub si immerge nelle acque del lago a Torri del Benaco

«Basta subacquei morti nel lago e, soprattutto, basta tragedie come quella di sabato accaduta, per l’ennesima volta a Torri. A questo punto, però, valutiamo di coinvolgere anche la Prefettura e il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica per valutare opportuni provvedimenti anche eventualmente restrittivi». A dirlo all’unisono sono il sindaco di Torri, Stefano Nicotra, e il vicecommissario della polizia locale Domenico Tenca, il più alto in grado del comando. L’incidente che è costato a vita a Diego Faltracco, di San Bonifacio, padre di due bambini, è accaduto in località San Faustino e ha lasciato il segno talmente profondo che probabilmente non mancherà di generare conseguenze. «Voglio esprimere le più sincere condoglianze alla famiglia di questo povero padre», dice con tristezza Nicotra a nome di tutta la comunità di Torri.

 

«Posso solo immaginare che cosa significhi, per una famiglia, avere un lutto di questo genere, improvviso», continua il sindaco. «Anche Torri è in lutto e abbraccia i cittadini di San Bonifacio, oltre ai familiari. Del resto, purtroppo, devo dire che è accaduto ormai molte volte, troppe: una giornata di spensieratezza e sport è finita nel peggiore dei modi a Torri. Purtroppo la zona dov’è accaduto questo tragico evento è interdetta alla balneazione perché area portuale e non risulta rispettato il regolamento che avevamo disposto sulle immersioni nel 2020. Detto questo, ripeto, prevale il dispiacere e adesso è il momento di tacere e riflettere».

 

Solo per ricordare gli episodi più recenti: a maggio del 2020 un sommozzatore di 28 anni, che faceva parte di un gruppo di quattro persone, era stato aiutato da uno dei suoi compagni a riemergere da una profondità di 20 metri. Incosciente e in arresto cardiaco e respiratorio, era stato rianimato dai presenti grazie alle indicazioni fornite dalla centrale del 118 fino all'arrivo dell'ambulanza medicalizzata. Intubato e infine caricato sull'elicottero proveniente da Brescia, era arrivato a terra vivo all'ospedale civile lombardo, dove era stato trattato per la malattia da decompressione.

 

Molto peggio era andata a fine settembre 2019 ad Alessio Confente, 19 anni, che si era immerso alla Baia dei Pini, sempre a Torri. Il giovane aveva il patentino ed era anche un istruttore ma, purtroppo, non ce la fece a riemergere. Sua sorella era rimasta sulla riva mentre il giovane si era immerso insieme al padre per esplorare il fondale del lago.

 

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Nel 2020 Nicotra aveva emanato un’apposita ordinanza, tutt’ora vigente, per cercare di regolamentare le immersioni subacquee a Torri. «Non voglio esprimere giudizi sull'accaduto ma abbiamo soltanto valutato che, a fronte di una media di 5 milioni di transiti veicolari all' anno lungo le principali vie di accesso a Torri», interviene Tenca, «sulle strade si è verificato un incidente mortale ogni due anni. Invece, a fronte di una media stimata di circa 2-3 mila immersioni di sub all'anno, a Torri si è verificato un incidente mortale nel 2018, uno nel 2019, un altro con persona rianimata nel 2020 e un altro mortale il 19 febbraio 2022. Se escludiamo il periodo della pandemia, che ha comportato una riduzione delle presenze, ritengo che sia il caso di coinvolgere anche il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica per valutare l'opportunità di intraprendere ulteriori azioni a livello provinciale, per rendere più sicure, o anche limitare le immersioni nel Garda».

Gerardo Musuraca