Ferrara di Monte Baldo

Il salvataggio del secolare Pino nero delle «Buse dei Morti» è online

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Salvataggio del pino nero

È online il salvataggio del secolare Pino nero delle «Buse dei Morti», a Ferrara di Monte Baldo, che la neve aveva schiantato nei primi mesi dell'anno. L'intervento di messa in sicurezza, fatto in tree-climbing dagli specialisti di Veneto Agricoltura, la società che gestisce il demanio forestale regionale, è stato filmato ed il video, da oggi (giovedì 8 aprile), si può vedere sul sito internet www.venetoagricotura.org e sui canali social (Facebook, Twitter, Instagram e YouTube) appunto di Veneto Agricoltura e per YouTube su Veneto Agricoltura Channel al https://bit.ly/3cZKRvf. Il filmato dura circa cinque minuti e documenta, appunto, l’intervento fatto per dare ancora un futuro a questo secolare Pino nero, il più vecchio della specie nel Veronese, la cui stabilità era stata appunto compromessa dagli eventi atmosferici invernali.

 

A fine marzo una squadra di Veneto Agricoltura specializzata in tree-climbing è intervenuta per la messa in sicurezza e potatura conservativa del pino secolare. Il servizio propone una serie di immagini e le interviste fatte dal giornalista Mimmo Vita, di Veneto Agricoltura, al professor Lucio Montecchio, ordinario di Patologia forestale all'università di Padova e al dottor Stefano Correale dirigente del Settore attività forestali di Veneto Agricoltura che hanno sovrinteso alla spettacolare operazione. Intervistato anche l’operatore forestale Daniele Fraccaroli, il tree-climber di Veneto Agricoltura. Le operazioni si sono svolte infatti con la tecnica del tree-climbing che richiede una specifica professionalità per garantire la qualità degli interventi di potatura in condizioni di massima sicurezza.

 

Questa soluzione dovrebbe garantire ancora qualche anno di vita al grande albero che mostra inequivocabilmente i segni del tempo. Nei prossimi mesi Veneto Agricoltura interverrà per una definitiva sistemazione dell’area che fa parte del demanio forestale regionale (Foresta del Monte Baldo). A notare le gravi condizioni del centenario albero era stato Maurizio Delibori, presidente del Centro turistico giovanile (Ctg) Animatori culturali ambientali (Aca) Baldo Garda, durante una escursione a Dosso Struzzenà, ai bordi della foresta di Val Brutta dove la pianta si stagliava accanto alla Croce delle Buse dei Morti. Evidenziando l'importanza della pianta, Delibori aveva riferito che era stato presumibilmente piantato nel 1887 quando, accanto a tale Croce, furono ricomposte le salme di 9 soldati - 6 piemontesi e 3 austriaci - caduti il 22 luglio 1848 durante la 1^ Guerra d'Indipendenza.

Barbara Bertasi