ospitalità

Il lago d’inverno piace ai turisti tra Spa, wellness e ristoranti

Una trentina di strutture sono rimaste aperte sulla scia degli eventi di fine stagione. Il bilancio 2022 parla della crescita di camere occupate del 3,6 per cento in un anno
Sembra non finire mai la luna di miele tra il lago e i turisti
Sembra non finire mai la luna di miele tra il lago e i turisti
Sembra non finire mai la luna di miele tra il lago e i turisti
Sembra non finire mai la luna di miele tra il lago e i turisti

Trascorrere le vacanze di Natale tra un bagno termale, trattamenti nelle spa, gita a Gardaland per accontentare i più piccoli o visite alle cantine, dove si producono e degustano i migliori vini del territorio. Ecco confezionato il programma per le Festività fuori casa. Tornare sul lago d’inverno piace anche perché non mancano le iniziative che i Comuni benacensi hanno programmato per dicembre e fino al weekend dell’Epifania, che si conclude l’8 gennaio.

 

Aperti nonostante il caro bollette

Così, anche se il caro energia erode i margini delle imprese turistiche e la clientela è attenta come non mai alle spese extra, la domanda non manca e diversi albergatori gardesani contrariamente alle previsioni di fine estate, quando si prospettava una generale serrata invernale, hanno pensato di tenere aperte le loro strutture anche per le Feste.

«Non abbiamo la stessa potenza di fuoco che avevamo in passato, quando nelle annate migliori contavamo una cinquantina di strutture aperte, ma è apprezzabile che più di una trentina di hotel rimangano disponibili e qualche altro sceglierà di riaprire sotto data sulla scia dei molti eventi lanciati dai Comuni del lago. Servizi come Spa, wellness e ristorante interno, sono i più richiesti dall’ospite in questo periodo», annuncia De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto, che rappresenta 400 strutture. Le prenotazioni si concentreranno quindi sulle imprese ricettive disponibili ed in questo modo è possibile che l’occupazione risulti soddisfacente. Il soggiorno sul lago è garantito inoltre in residence e gli ospiti possono fruire dei molti servizi accessori messi a disposizione dagli hotel accessibili.

 

Numeri in crescita rispetto al 2021

Guardare a fine anno per gli operatori del Garda significa anche tracciare il bilancio pressoché completo della stagione appena passata. «I dati dell’Osservatorio turistico Garda Veneto ci restituiscono un quadro generale positivo con la sponda veronese che si conferma ai primi posti come destinazione internazionale», commenta De Beni. Da gennaio a fine novembre, l’occupazione generale delle stanze risulta in crescita del +3,6% rispetto a tutto il 2021, con incrementi considerevoli nei fine settimana, a partire da maggio; da giugno e luglio anche nei giorni feriali.

I tedeschi sono ancora i clienti più numerosi (53%), seppur con aumento significativo nel primo trimestre rispetto all’anno precedente e una lieve flessione estiva. Il mercato italiano ha premiato il Garda fino a Pasqua, con oltre il 70% medio dei pernottamenti. Da sottolineare il ritorno sui livelli pre-Covid del mercato inglese, con un 9% globale in stagione. La durata del soggiorno medio è di 5,7 notti. Da registrare anche un leggero incremento del prezzo medio per camera, venduta a 161,50 euro (+4,7 euro), per un ricavo generato di poco superiore rispetto al 2021, concentrato nella parte iniziale della stagione turistica.

 

Un bilancio complessivo

L’occupazione delle camere è stata del 72,5% complessivo, con picchi a giugno e luglio. Ad agosto e settembre, invece, la lieve flessione è stata compensata dal rincaro dei prezzi medi, in aumento di oltre 10 euro per sistemazione. 

«La categoria ha fatto un grande sforzo per contenere l’aumento dei prezzi dei pernottamenti e dei servizi agli ospiti, a fronte dell’incremento generale dei costi di gestione. Questo aspetto ci ha premiato in modo importante anche nel mercato interno: infatti la stagione è andata molto bene», commenta il presidente. Non aver fatto salire troppo i prezzi, pur a fronte di una domanda in crescita, rappresenta una sorta di investimento sul futuro. «Il turismo si è fatto fluido e non c’è certezza che ad una buona stagione ne segua nel 2023 una altrettanto positiva. Sarà importante non sopravvalutare l’ottima stagione trascorsa affinché si possano creare strategie tariffarie per il 2023 ponderate», conclude il presidente degli albergatori gardesani.

Valeria Zanetti